Dalle tracce di sangue prime verità sull'omicidio
convertToFormat FlatText fail di Lorella Gualco wVIGEVANO Ieri un sopralluogo di due ore e mezza nella casa del delitto alla ricerca di tracce. Ma solo nei prossimi giorni la procura potrebbe dare il nulla osta per il trasferimento a Vigevano della salma di Marco Chiapparoli, l'insegnante vigevanese 35enne ucciso nell'appartamento di Carisolo (Trento), dove abitava con la fidanzata Ina Celma, ora indagata per omicidio volontario. Ieri nell'appartamento di via Brescia sono stati tolti momentaneamente i sigilli per far entrare magistrati, periti e consulenti. Un sopralluogo iniziato a mezzogiorno e concluso verso le 14.30, diretto a ricostruire quanto avvenuto nell'alloggio lo scorso 19 ottobre, quando Chiapparoli fu trovato senza vita, con la gola tagliata. La presunta arma del delitto, un coltello da cucina, è già stata sequestrata e dovrà essere analizzata. Gli esiti dei rilievi effettuati ieri saranno depositati fra 30 giorni. I periti nominati dal giudice hanno prelevato tracce biologiche nell'alloggio dove erano presenti ampie chiazze di sangue, ma sono state rilevate anche impronte digitali su una scena del crimine rimasta inalterata. Lo scopo è di ricostruire i movimenti all'interno dell'appartamento analizzando le tracce di sangue per attribuirle a Chiapparoli o alla fidanzata. La procura di Trento, infatti, ha finora ipotizzato che sia stata la donna a ferire il convivente con 5 colpi, di cui uno mortale al collo. Poi la donna, sempre secondo le ipotesi accusatorie, avrebbe tentato il suicidio tagliandosi le vene dei polsi e ferendosi all'addome. Le analisi dovranno servire ad accertare anche l'ora della morte, ipotizzata tra le 6.30 e le 7.30 del mattino e la contestualità dell'omicidio con il tentativo di suicidio di Ina Celma. La giovane era stata trovata, in stato confusionale, in camera da letto accanto al cadavere di Marco Chiapparoli. La donna era stata ricoverata all'ospedale di Trento e sottoposta ad un intervento . Ora le condizioni fisiche sono migliorate, ma è in un grave stato di prostrazione psicologica e appare ancora confusa quando si tratta di ritornare con la memoria alla mattina del 19 ottobre. Ina Celma, 32 anni, difesa dagli avvocati Monica Baggia e Manuela Biamonte, è ancora piantonata in ospedale e due volte alla settimana ha un colloquio con lo psichiatra Ezio Bincoletto che dovrà valutare la capacità di intendere e volere e la compatibilità delle sue condizioni con un'eventuale carcerazione. Al sopralluogo era presente anche il genetista Marzio Massimiliano Capra, che era stato consulente della parte civile nel delitto di Garlasco. Capra è stato incaricato dalla famiglia di Chiapparoli, che si è affidata dal punto di vista giuridico all'avvocato Enrico Zaccone.