Non solo Pil, 12 indicatori per misurare il benessere
ROMA Dall'ambiente alla salute, dall'istruzione al lavoro, dalle relazioni sociali alla sicurezza, fino al patrimonio culturale: arrivano 12 nuovi indicatori per misurare il benessere della società italiana. Parametri non più solo monetari, che puntano a integrare l'indicatore dell'attività economica (Pil) per misurare il progresso del nostro Paese. Le nuove misure del benessere sono state presentate ieri a Roma, nella sede del Cnel, dal presidente Antonio Marzano e dal presidente dell'Istat, Enrico Giovannini. Per stabilire il benessere di una popolazione, il reddito non è tutto - ha precisato Marzano - ci sono molti altri elementi che abbiamo cercato di riassumere in questi primi dodici domini. I nuovi indicatori sono stati elaborati da un comitato di indirizzo congiunto Cnel-Istat grazie alle risposte fornite a un sondaggio che l'Istat ha realizzato su un campione di 45mila persone proprio sul tema del benessere e sulle sue dimensioni secondo gli italiani. Ne è emerso che nell'Italia del 2011, stretta nella morsa della crisi economico-politica, la condizione più importante per il 79,9% delle persone è essere in buona salute. Al secondo posto c'è la possibilità di assicurare un futuro ai propri figli. Seguono l'avere un lavoro dignitoso di cui essere soddisfatti, avere un reddito adeguato, a pari merito con l'essere in buoni rapporti con amici e parenti e seguito a brevissima distanza dall'importanza di essere felici in amore che ottiene lo stesso voto della necessità di sentirsi sicuri nei confronti della criminalità. Rilevante è anche la preoccupazione per le condizioni dell'ambiente che, insieme all'assicurare un futuro ai propri figli, rimandano al problema della sostenibilità economico-finanziaria, ambientale e sociale dell'attuale stile di vita. Nel dettaglio, gli ambiti di maggior rilievo individuati sono quindi: Ambiente, Salute, Benessere economico, Istruzione e formazione, Lavoro e conciliazione dei tempi di vita, Relazioni sociali, Sicurezza, Benessere soggettivo, Paesaggio e patrimonio culturale, Ricerca e innovazione. I primi sette corrispondono a quelli indicati dall'Ocse e dalla Commissione Stiglitz (costituita dal presidente francese Nicholas Sarkozy). Altri sono invece specifici per l'Italia, come il patrimonio paesaggistico e culturale, la ricerca e la qualità dei servizi. Inoltre vengono anche studiati il benessere soggettivo degli individui e la qualità della politica e le istituzioni. Entro maggio prossimo, i 12 ambiti saranno tradotti in una serie di domini definitivi ed entro ottobre 2012, in tempo per il Forum dell'Ocse in India, saranno anche operativi. In seguito saranno utilizzati per misurare realmente il livello di benessere degli italiani e i dati raccolti confluiranno in un rapporto che, ha tenuto a precisare Marzano, penso dovremmo presentare non solo al governo ma anche al parlamento e speriamo che la politica ne tenga conto. La misura del benessere non è un giochino, indica quale sarà il tipo di società che vogliamo costruire. È un tema di politica con la P maiuscola, ha aggiunto il presidente dell'Istat, Giovannini. Da ieri infine si può partecipare al dibattito sugli indicatori, che finora ha coinvolto economisti e parti sociali, sul sito Internet www.misuredelbenessere.it. (m.v.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA