Apocalisse a Genova sei morti nel fango

di Natalia Andreani wGENOVA Non è bastata l'allerta dichiarata per la Liguria a difendere i cittadini di Genova dal disastro. Il nubifragio apocalittico che si è abbattuto ieri sulla città ha fatto sei morti, come ha precisato la prefettura in serata. Tra loro due bambine annegate tra i palazzi e i negozi inondati dalla piena dei torrenti che attraversano il capoluogo ligure. Scene da incubo, con centinaia di auto travolte dalle acque e migliaia di persone nel panico imprigionate ai piani alti delle case (compresi gli studenti di alcune scuole ) a guardare le strade trasformate in fiumi impetuosi. Gli annunciati temporali erano cominciati nella notte, accompagnati da caroselli di tuoni e fulmini. Ma di prima mattina la situazione in città era ancora normale. Verso le dieci e un quarto la pioggia si è fatta tempesta e sono iniziati i primi allagamenti: prima Genova Nervi, poi Camogli. Il Bisagno, il principale corso d'acqua della città, ha cominciato a crescere a vista d'occhio fino a tracimare all'altezza di piazzale Adriatico. In pochi minuti il quartiere della Foce è andato sott'acqua: corso Torino, corso Sardegna e via via tutta la zona dei quartieri di San Fruttuoso e San Martino. Le strade si sono rapidamente intasate di auto e cassonetti portati via e accatastati dalla corrente. Ma il peggio è arrivato quando anche il Fereggiano- e poi lo Sturla – ha rotto gli argini allagando l'omonima strada. In pochi istanti via Fereggiano si è trasformata in una trappola mortale per sei persone: una donna schiacciata dalle auto travolte dalla piena, ed una madre albanese che con le sue due figlie, di otto ed un anno, ha tentato di rifugiarsi nell'androne di un palazzo. Sono morti annegati prima di riuscire a imboccare le scale. Altra gente si è salvata per miracolo. Nel quartiere la furia delle acque è stata tale da riuscire a strappare via le tubature del gas che correvano accanto al torrente, cosa che ha aggravato ulteriormente il quadro rendendo ancor più difficile e rischioso il lavoro dei vigili dei fuoco e delle squadre di soccorso. E in serata è stato deciso lo sgombero di un centinaio di persone dagli appartamenti di due edifici. Momenti di autentica paura anche alla stazione di Brignole dove passeggeri e cittadini si sono trovati con l'acqua alla cintola. E nervi tesi anche nella zona della Molassana dove trenta persone sono rimaste imprigionate in un capannone industriale. La situazione ha provocato gravissimi disagi anche ai trasporti, con la chiusura della sopraelevata, del tratto genovese dell'A12, e della linea ferroviaria costiera. Ma chiuse, probabilmente fino a lunedì compreso e comunque fino a quando non sarà verificata l'agibilità delle strutture, anche tutte le scuole cittadine. La protezione civile, per tutto il giorno, ha diramato appelli chiedendo alla popolazione di non uscire assolutamente dalle case in previsione di nuove violente piogge concentrate tanto sui quartieri di levante quanto su quelli di ponente. Ma già ieri, cifre alla mano, la quantità di acqua caduta è stata pari ad un terzo del quantitativo medio annuale. Soltanto fra la mezzanotte e le 13 sul bacino del Fereggiano sono caduti 356 millimetri di pioggia. L'evento picco si è verificato dopo le 12.30, quando in circa cinque minuti sono caduti 50 mm d'acqua. E stato uno tsunami, una cosa mai vista. Ci costa fatica parlare, ha dichiarata a sera il sindaco di Genova, Marta Vincenzi mentre la Lega Calcio , d'intesa con il prefetto Francesco Musolino, ha annunciato il rinvio della partita Genoa -Inter in programma domenica allo stadio Ferraris. La notte è trascorsa quindi in piena emergenza. A Genova, ma anche alle Cinque Terre e a Borghetto Vara dove hanno ripreso a muoversi ben venti fronti franosi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA