La statale dei Giovi bloccata, un'ora per fare 8 chilometri
convertToFormat FlatText fail di Anna Ghezzi e Stefano Romano wPAVIA Un'ora esatta per arrivare alla rotatoria del Bivio Cava dal ponte di Bressana: un'ora in colonna per fare 8 chilometri e poi infilarsi nelle pozzanghere della banchina mai sistemata della ex statale 35 per evitare le gru che stanno spostando la carcassa di un camion rovesciato la sera prima. Cronaca di una mattina da incubo per i 10mila pendolari (stima per difetto) che tutti i giorni raggiungono Pavia da sud passando dal ponte di Bressana. Per quasi due ore, dalle 9 alle 11, la ex statale dei Giovi è stata sostanzialmente bloccata per la rimozione del camion che, l'altra sera si è rovesciato a lato della carreggiata all'altezza dell'ex Prescav. Per sollevare il mezzo pesante sono state necessarie tre gru (mezzi speciali di Merlino di Gropello e Valle di Casei Gerola), non potevano sistemarsi a lato della strada. Ma chiudere una statale non si poteva, tanto più senza avvisare gli automobilisti, così si è scelto di adottare il senso unico alternato. I vigili di San Martino hanno chiuso una corsia dalle 9.30 alle 10 passate, ma il "tappo" è bastato a creare una colonna di auto che fino a Bressana, smaltita solo dopo le 12. Velocità media, 10 chilometri orari. Una signora sulla banchina ha anche tamponato il camioncino che la precedeva: il furgone aveva rallentato all'improvviso per evitare di sprofondare in una buca con la sabbia umida. Inevitabile la riapertura delle polemiche sulla "strada unica" dal ponte di Bressana all'imbocco della tangenziale di Pavia. Cava Manara era completamente bloccata fino alla Colombo – racconta Michela Zanella, barista al Bivio Cava –. Per arrivare al lavoro dalla piazza alla ex statale ci ho messo quaranta minuti. Ho addirittura chiamato al bar per sapere che cosa fosse successo. L'altra sera, appena dopo il rovesciamento, ho dovuto prendere la stradina di Torre dei Cani, altrimenti non sarei mai passato, aggiunge Giordano Corallo. Loredana Mezzadra, del King's bar a Tre Re, sorride: I clienti si lamentavano più del solito – racconta –. Ma è sempre così, quando riaprono le scuole il traffico impazzisce. E per abbassare i finestrini serve la mascherina: l'odore dei gas di scappamento è insopportabile. Il sindaco di Cava Claudia Montagna commenta: L'incidente ha peggiorato una situazione già al limite. Più duro il vice sindaco di San Martino Luigi Bossi: Abbiamo dovuto gestire tutto da soli, con i nostri due vigili. Nessuna pattuglia della stradale a disposizione mentre qui c'era un disastro. Tutte le volte che succede qualcosa sulla ex SS 35 dobbiamo togliere i vigili dalle scuole, le pratiche crescono sulle scrivanie. E né le istituzioni né gli altri Comuni ci aiutano. La nostra pattuglia era impossibilitata a intervenire, si trovava a 50 chilometri, impegnata con un altro mezzo pesante – spiega Maddalena Rebai, dirigente della polizia stradale – . A volte si hanno più pattuglie a disposizione, ma il territorio è grande e le risorse limitate anche per noi: così abbiamo concordato con la polizia locale di istituire il senso unico alternato. Non avendo poi ricevuto altre chiamate abbiamo dedotto che i vigili avessero risolto tutto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA