Accoltella il conoscente Oggi l'interrogatorio
Sarà inaugurata martedì alle 16 la Casa della Carità, la nuova struttura di accoglienza ricavata dalla ristrutturazione dell'ex convento dei Barnabiti. Annunciata la presenza di monsignor Vittorio Riozza, presidente nazionale della Caritas diocesana, di monsignor Martino Canessa, vescovo di Tortona, del superiore generale dei Barnabiti, padre Giovanni Villa, di rappresentanti della Fondazione Cariplo, oltre che di amministratori e politici locali. La Casa, nata dal progetto di Barnabiti e Caritas, con il concorso dei contributi della Fondazione Cariplo e della Regione Lombardia (costo complessivo dei lavori di oltre un milione di euro), sarà dotata di 14 posti letto (10 uomini, 4 donne) riservati ai vogheresi, con il trasferimento del dormitorio di via Bellocchio; ai piani superiori dell'edificio di via Garibaldi sono stati poi ricavati 8 unità abitative per single e 6 appartamenti per famiglie disagiate. di Paolo Fizzarotti e Roberto Lodigiani wVOGHERA Comparirà questa mattina davanti al giudice, per la convalida dell'arresto, Santo Macaluso, il muratore 53enne sul quale grava il pesante sospetto di aver accoltellato un rivale nella sala d'attesa della stazione ferroviaria di Tortona e la cui difesa è stata assunta dall'avvocato Marcello Bergonzi Perrone. L'uomo è accusato di tentato omicidio. O.I., il romeno di 43 anni rimasto gravemente ferito, è sempre ricoverato in prognosi riservata, ma non si troverebbe in pericolo di vita. Numerosi testimoni oculari avrebbero assistito all'aggressione, avvenuta nella notte tra martedì e mercoledì, indicando proprio in Macaluso il responsabile. Il muratore è stato individuato e bloccato dai carabinieri poco dopo il fatto, nei pressi della stazione, dalla quale si era appena allontanato. Ma resta da chiarire il movente e il Gip del tribunale, che stamane lo interrogherà, cercherà con ogni probabilità di fare luce anche su questo aspetto. Nel frattempo, proseguono le indagini dei carabinieri della compagnia di Tortona, comandata dal capitano Giorgio Sanna. L'inchiesta, coordinata dal procuratore capo Bruno Rapetti, punta a chiarire l'intera vicenda. L'ipotesi più accreditata per il movente è sempre quella di un banale litigio sfociato in un gesto violento e inconsulto, forse dopo qualche parola di troppo tra i due, ma resta da capire se tra il ferito e il suo aggressore ci fossero dei legami, al di là di una conoscenza occasionale. Il coltello trovato addosso a Macaluso era stato pulito, ma con il luminor sono state comunque rinvenute tracce di sangue: il test del dna stabilirà senza ombra di dubbio se si tratta effettivamente del sangue di O.I., colpito all'addome con un fendente. Gli inquirenti stanno scandagliando anche nella vita del muratore di origini siciliane, per tracciarne la personalità. Un uomo con tante vicissitudini alle spalle, un'esistenza perennemente in bilico tra la normalità e il baratro del disagio e dell'indigenza. Macaluso risulta residente a Casei Gerola, ma in realtà non ha fissa dimora. Fino a pochi mesi fa , lo si poteva incontrare abitualmente alla mensa della Casa del pane, gestita dalla Caritas diocesana, e al dormitorio di via Bellocchio. Lo conosco, certo – dice il responsabile Caritas, Moreno Baggini – Lui lavora saltuariamente come muratore, tira avanti così. Dalla scorsa estate, non si è fatto più vedere, mi risulta che era ospite di parenti a Marianopoli, in Sicilia, ma poi evidentemente è tornato al Nord. Da Voghera si era spostato a Tortona.E a Tortona per uno come Macaluso, che la casa non ce l'ha, non ci sono molte alternative. Il nuovo dormitorio della Caritas ancora non è pronto e allora non rimane che rifugiarsi alla stazione, la sala d'aspetto almeno è calda e aperta anche la notte. E' lì, precario rifugio di sbandati, che è maturata l'aggressione a O.I. Forse una parola di troppo, i nervi che saltano, la lama di un coltello. Ma nella vita del muratore siciliano, raccontano a Voghera, c'era stato anche un barlume di luce, non più tardi di un paio di anni fa. Quando aveva conosciuto una donna di origini sudamericane, una badante, e fra i due era nato un affetto. Erano persino andati a vivere insieme, in un appartamento a Voghera. Ma poi qualcosa si è di nuovo spezzato e i fantasmi del passato hanno ripreso il sopravvento. ©RIPRODUZIONE RISERVATA