Lacchiarella, per la molotov confermata la condanna

LACCHIARELLA Nessuno sconto in secondo grado per il pavese che mise delle taniche esplosive davanti alla casa del sindaco di Lacchiarella. L'episodio risale al 12 marzo 2007 quando il primo cittadino del paese tra le province di Milano e Pavia, Luigi Acerbi scoprì che qualcuno aveva lasciato davanti all'ingresso della sua abitazione delle molotov artigianali e sporse regolare denuncia. Le indagini portarono ad incriminare l'imprenditore Pasquale Crisalide domiciliato in via San Giovanni in Borgo a Pavia che venne rinviato a giudizio per utilizzo di materiale esplosivo. In primo grado il gup di Pavia Fabio Labertucci, attraverso il rito alternaltivo, fissò la condanna in un anno e quattro mesi oltre al risarcimento di 300 euro al sindaco costituito parte civile. Ieri la vicenda è stata riesaminata dalla Prima Corte d'Appello di Milano dove, dopo la relazione del giudice Giuseppe Bocelli, il sostituto procuratore generale Sandro Celletti ha chiesto la conferma del verdetto impugnato. Sulla stessa linea l'avvocato Mariangela Ghezzi patrono di parte civile per il sindaco, mentre la difesa ha fatto riferimento solo a questioni tecniche. Il collegio giudicante, dopo una consistente camera di consiglio, ha ribadito per intero il verdetto del giudice di Pavia attribuendo all'imputato anche il pagamento delle spese per l'appello. All'udienza l'imputato non si è presentato in aula mentre c'era il sindaco, Luigi Acerbi, soddisfatto per il giudizio di secondo grado. La collocazione delle molotov artigianali, comunque non esplose, sarebbe avvenuta in segno di protesta per contrasti col capo dell'amministrazione comunale su alcuni abusi edilizi.(a.car.)