Per il dopo Viganò a Cardiochirurgia arriva un supplente
di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Un passaggio in clinica per sbrigare le questioni burocratiche, i saluti ai collaboratori di una vita. Ma il cordone ombelicale che lega Mario Viganò alla Cardiochirugia del San Matteo non si è ancora reciso: la direzione scientifica del San Matteo potrebbe assegnargli un progetto di ricerca per almeno un altro anno. Il professore il 1 novembre è andato in pensione. Ma Università e San Matteo non hanno ancora trovato un sostituto. Per il momento un supplente guiderà l'Unità complessa all'interno dei Reparti Speciali: Francesco Pagani che in altre occasioni ha sostituito il primario durante ferie o assenze. Un uomo di fiducia di Viganò. Per il momento il San Matteo gli ha assegnato il ruolo di facente funzione. E' previsto che lo ricopra per un massimo di 60 giorni. Ma si sta lavorando per trovare un candidato entro poche settimane – dice il professor Viganò –. Fondazione San Matteo e Università lavorano a una soluzione definitiva e durevole, con diversi anni davanti per poter dare continuità alla scuola e perfezionare gli indirizzi già in corso. I nomi sui quali alcune settimane fa i due enti erano sembrati convergere erano due, entrambi ex allievi del maestro: Gaetano Minzioni, 65 anni, che era in cattedra a Pisa, e Claudio Rinaldi, primario alle Molinette di Torino. Sul primo le cose sembravano fatte. Tanto che Minzioni ha dato le dimissioni dall'Università di Pisa per prepararsi a prendere servizio a Pavia come professore straordinario. Poi qualcosa è andato storto. L'accordo è sfumato. Si dice nell'ambiente che Viganò non volesse cedergli il suo studio. E che Minzioni avrebbe dovuto insediarsi nell'ufficio accanto, attualmente occupato dalla segretaria. Malignità liquidano la cosa in reparto. Poi la facoltà avrebbe messo gli occhi su Rinaldi che però occupa già un ruolo di prestigio a Torino. Ieri tuttavia anche le sue quotazioni erano già date in ribasso. Le trattative sarebbero in corso. Il San Matteo per ora ha nominato il cardiochirurgo Francesco Pagani facente funzione. La direzione dell'Unità complessa in origine era ospedaliera. L'incarico a Viganò, un universitario, era stato affidato ad personam. Ma anche su questo aspetto i due enti devono fare chiarezza. Non avrebbero unità di vedute. Viganò era all'ultimo mandato utilizzabile. Il suo incarico era stato prorogato di due anni in via straordinaria. IL 23 novembre il cardiochirurgo compirà 72 anni, età limite. Non nasconde un po' di nostalgia Mario Viganò, abituato ai ritmi incessanti della sala operatoria. E dell'attività legata ai trapianti che ha contribuito a fondare. Ventisei anni dedicati alla trapiantologia – dice – L'attività del centro pavese è da salvaguardare e potenziare. Abbiamo la casistica più sostanziosa. Siamo il centro più attivo in Italia su tutti i filoni, da cuore ai polmoni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA