All'orizzonte l'esecutivo del presidente
di Maria Berlinguer wROMA Il governo potrebbe avere i giorni contati. Tutti i ministri e i parlamentari sono stati precettati, l'ordine è di annullare viaggi e trasferte perchè la prossima settimana nessun voto parlamentare sarà scontato. A cominciare dal voto sul Rendiconto, sul quale il governo è già stato battuto lo scorso 13 ottobre. La pattuglia dei malpancisti cresce di ora in ora e anche tra i fedelissimi del Premier l'ipotesi di un nuovo governo di larghe intese per cercare di salvare il salvabile non è più un tabù. Il capo dello Stato prosegue le consultazioni al Quirinale, quasi una prova di ciò che potrebbe realmente accadere la prossima settimana. Obiettivo è sondare opposizioni e maggioranza per capire fino a che punto ci sia consapevolezza del rischio che sta correndo il Paese. Napolitano, dopo la nota in cui ha richiamato Berlusconi a rispettare la tabella di marcia chiesta dalla Bce e dall'Unione europea, continua a vigilare sull'operato del governo. Non sta al Colle il potere di ritirare la fiducia al Premier. Se però il governo non sarà in grado di agire nelle prossime ore, il solco tra Napolitano e Berlusconi diventerà una voragine. C'è una congiura contro di noi per attirare una decina di deputati e tentare un governo del ribaltone anche con un finto partito nuovo dice Angelino Alfano. Per il segretario del Pdl i congiurati hanno tempo fino a Natale perché poi l'unica alternativa sono le elezioni. La fronda però ormai lambisce i più alti livelli dei partito dove molti ammettono con Scajola che non è più possibile andare avanti in agonia. Ma le larghe intese auspicate da Napolitano nulla hanno a che vedere con un ribaltone che garantirebbe la sopravvivenza di un governo con una maggioranza risicatissima. La speranza è che la consapevolezza della crisi drammatica di queste ore risvegli gran parte del Pdl. Giulio Tremonti che mai ha smesso di dialogare con l'opposizione, lo ha detto a chiare lettere al premier: fino a quando sarai tu a proporle nessuna misura riuscirà a convincere i mercati. Un concetto che il super ministro ha ribadito ieri al capo dello Stato che lo ha ricevuto prima di Casini e Bersani. Nomi ancora non se ne fanno. Tutto dipenderà dal Pdl. Se accetterà un governo delle larghe intese potrebbe essere Gianni Letta l'uomo giusto.Magari affiancato da Mario Monti. Un tandem gradito in Europa ma anche nel Pdl. ©RIPRODUZIONE RISERVATA