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di Andrea Di Stefano wMILANO Questa volta la risposta dei mercati è arrivata e il messaggio per l'Italia non è di difficile interpretazione: Roma non è affidabile e il rischio sui suoi titoli sovrani viene valutato in continuo peggioramento. Il balzo dello spread tra i Btp decennali e il bund tedesco, che è arrivato a toccare i 410 punti, ha condizionato l'intera giornata delle Borse (tutte trascinate al ribasso) e del mercato secondario dei titoli pubblici. Alla fine lo spread si è attestato a 407 punti base con un rendimento del decennale italiano che è salito sul mercato secondario al 6,09% dopo aver toccato durante la giornata un picco del 6,18%. Sul fronte Spagna il differenziale di rendimento tra i Bonos e il Bund si è fermato, come sempre, molto più sotto, a 352 punti, col rendimento sul decennale iberico al 5,54%. La conclusione del capo economista dell'Ocse intervistato da Radio24 è da vero allarme rosso: Pensare che nessuno ci farà fallire perchè siamo troppo grandi come italiani è un gioco troppo pericoloso e non vero - ha detto Pier Carlo Padoan - non scherziamo col fuoco! Va presa un'azione decisa, e questo vuol dire cifre chiare e meccanismi chiari. Tutto questo ancora non c'è. Il "rischio Italia" ha affossato tutte le Borse europee con un accanimento particolare delle vendite sui titoli delle banche. Piazza Affari è stata, ovviamente, la peggiore con una flessione dell'Ftse Mib del 3,82% trascinata da Intesa Sanpaolo che ha perso il 7,39%, Mps il 6,16%, Bpm il 5,86%, Unicredit il 5,67% e appesantita anche dalla Fiat (-8,3%). Dopo Milano la più negativa è stata Francoforte (-3,23%) seguita da Parigi (-3,16%), Madrid (-2,92%), Londra (-2,77%), Bruxelles (-2,74%), Amsterdam (-1,76%) e Lisbona (-1,27%). In calo anche Wall Street sulla quale pesa l'annuncio che un fondo hedge, MF Global, ha presentato la richiesta per la bancarotta assistita. L'amministratore delegato John Corzine, già ad di Goldman Sachs e ex governatore del New Jersey, avrebbe assunto un'esposizione eccessiva, pari a 41 miliardi di dollari di investimenti con passività per 39,68 miliardi di dollari, complici anche i 6,3 miliardi di dollari investiti in Europa, di cui la metà verso l'Italia e almeno 1 miliardo di dollari verso la Spagna. L'Italia da ieri è quindi non solo il nodo europeo ma rischia di essere al centro anche del G-20 che si apre giovedì a Cannes, subito dopo la prima riunione del Direttorio della Bce sotto la presidenza di Mario Draghi. Berlino, con diverse interviste del ministro delle finanze, Wolfgang Schaeuble, ha incalzato nuovamente Roma: deve fare i suoi compiti per convincere i mercati, mantenere sostenibile il tasso d'interesse per riuscire a rifinanziarsi e deve farlo da sola: non possiamo risolvere i problemi dell'Italia in Germania. Ma al G-20 si arriverà in ordine sparso sul fondo salva-Stati Efsf, perchè mancano i dettagli e, quindi, le risposte dei paesi emergenti e degli Usa. Obama ha annunciato incontri bilaterali con Merkel e Sarkozy per sciogliere i nodi ma dopo Cina e Giappone hanno espresso dubbi sull'Efsf anche Russia e Brasile che si dicono disposti ad aiutare l'Eurozona solo tramite il Fmi, quello che invece la Gran Bretagna non vuole assolutamente fare. Il Fondo monetario resta per adesso l'arma più potente contro la crisi e per questo si prepara al peggio, ovvero anche al caso in cui il maxi piano anti-crisi della Ue fallisca e finiscano come la Grecia anche Spagna o Italia: la presidenza francese ieri ha confermato che è in atto la revisione degli strumenti del Fmi e che il dibattito a Cannes sarà su come aumentare le sue risorse, superando le riserve Usa e sfruttando le eccedenze dei soliti Paesi Bric (Brasile, Russia, India e Cina). ©RIPRODUZIONE RISERVATA