Libia, Berlusconi minacciò la chiusura delle basi militari

ROMA I primi attacchi francesi sui cieli della Libia, alle 17,45 del 19 marzo, arrivarono tre ore prima dell'inizio ufficiale della missione. Quel passo avanti fece infuriare Silvio Berlusconi che accusò l'Eliseo di voler, in questo modo, scavalcare la Nato e annullarne il ruolo. Solo l'intenso sforzo di Hillary Clinton riuscì a cucire lo strappo e salvare l'unità della coalizione. Lo scrive in prima pagina il Washington Post in un pezzo dal titolo Gli sforzi vitali di Hillary Clinton nella guerra libica, in cui si elenca il lavoro dietro le quinte del capo della diplomazia americana a favore della tenuta dell'Alleanza atlantica. Tanta era la rabbia di Berlusconi, scrive il Post, che Palazzo Chigi arrivò persino a minacciare la chiusura delle basi italiane, considerate da tutti assolutamente necessarie per le missioni aeree Nato. Fummo vicini alla rottura della coalizione, ha raccontato un diplomatico occidentale al giornale americano. Ma solo grazie a un grosso lavoro diplomatico, in larga parte riservato, da parte del segretario di Stato americano, è stato evitato che la fretta francese di lanciare gli attacchi aerei sulla Libia compromettesse la compattezza dell'Alleanza Atlantica e della coalizione anti Gheddafi. Un lavoro che ha permesso alla fine di realizzare quello che si sarebbe rivelato come un successo, come scrive il Post della politica estera di Obama e della stessa Hillary Clinton. L'articolo è una ricostruzione meticolosa dei sette mesi di campagna militare. Secondo fonti confidenziali interne alla Nato, sottolinea il giornale, l'azione personale condotta dalla Clinton con alcuni partner, tra cui lo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro degli Esteri Franco Frattini, avrebbe evitato che il tentativo francese di estromettere le strutture politiche e militari della Nato facesse fallire sin dall'inizio le operazioni in Libia. Intanto da Vienna, l'Agenzia atomica internazionale ha fatto sapere di non essere a conoscenza di alcuna scoperta di armi nucleari in Libia (notizia diffusa domenica dal premier dimissionario del Cnt Mahmud Jibril). La portavoce dell'Aiea ha ricordato che invece le autorità libiche avevano informato l'Opcw dell'Onu della presenza di armi chimiche. Nella stessa serata in cui il Cnt ha deciso di scegliere il nuovo premier (è stato eletto Abdul al-Raheem al-Qeeb), si è chiusa ufficialmente l'operazione della Nato nel Paese libico. Non ci sono impegni futuri attualmente previsti per la Nato ha confermato l'ammiraglio Rinaldo Veri, a capo dell'embargo marittimo dell'Alleanza atlantica nei confronti della Libia.