In 300 frequentano l'oratorio

Sono 150 gli iscritti all'oratorio dei Salesiani di via don Bosco, ma sono circa il doppio i ragazzi che lo frequentano. Gli altri vanno e vengono. Alcuni arrivano anche da lontano, qualcuno persino da Voghera. Ragazzi di Pavia, ma anche giovani arrivati da Marocco, Albania, Santo Domingo , Ucraina.E' un oratorio che offre è parecchio ai ragazzi. Ha un grande campo di calcio, spazi per giocare a biliardino, un bar, pachine e tanto verde. La sera, quando alle 19 l'oratorio chiude, si tengono le partice amatoriali di calcio. A gestirlo da cinque anni c'è don Andrea. Polso fermo e esperienza in oratori da 600 persone. PAVIA Tutto è iniziato da tre panchine in via don Bosco, davanti all'oratorio dei Salesiani. Prima erano luogo di sosta degli anziani del quartiere, ora sono diventate ritrovo un nutrito gruppo di 15/16enni. Lo scontro tra le due generazioni è ora alle stelle. Sono volati schiaffi, insulti, bestemmie. Domenica pomeriggio una 50enne che stava andando a messa ha chiesto al gruppo di poter passare: Mi hanno presa in giro dicendomi: "fate spazio, arriva la prof", poi mi hanno insultato. Il peggio è stato per il mio compagno che, nel tentativo di difendermi, si è preso una sfilza di insulti. I residenti accusano il gruppo di sedicenni: Sono maleducati. Sputano in continuazione. Scrivono sui muri. I ragazzini replicano: Non facciamo nulla di male. Le panchine sono pubbliche e non di proprietà di chi abita qui. Ci piace stare in compagnia e questo ci sembra un bel posto per stare insieme. Sono loro a trattaci male. Ci sono dei pregiudizi, nessuno è mai venuto a parlare con noi. Il fatto è che sono in tanti, di solito una decina ma alcuni giorni diventano anche 30. Arrivano da tutta la città: Cravino, Crosione, Montebolone, oltre che dal quartiere San Giovannino. Appena vedono un gruppo di più di 10 persone, si allarmano tutti. Ma noi cosa dobbiamo fare. Se andiamo in centro ci annoiamo. E poi con un paghetta da 5 euro a settimana, non possiamo certo sederci in un bar, racconta un quindicenne. Prima ci incontravamo in centro – spiega una ragazzina – ma poi abbiamo mollato quella compagnia. Non volevamo grane. La polizia prendeva sempre i nomi di tutti. Di solito qui ci vediamo solo noi, ma a volte arrivano anche quelli del centro e alla fine ci andiamo di mezzo anche noi. Non volevamo andare nei guai per colpa di altri. – racconta un sedicenne con la sigaretta in mano – Così dal centro siamo venuti qui. Ci sediamo sulle panchine solo perchè in oratorio non si può fumare, ma noi dai Salesiani andiamo sempre a giocare a biliardino o a calcio. Noi bestemmiamo? Il don ci farebbe entrare in oratorio se davvero lo facessimo? Don Andrea i ragazzi li fa entrare, ma con un occhio ben attento: Qui ti devi mettere in mezzo, alcuni vorrebbero farla un po' troppo da padroni. Spesso devi intervenire per far giocare i più piccoli. Dall'altra parte i residenti sono furenti: Sono incivili – dice una signora che abita all'11 – Ti soffiano il fumo in faccia, si siedono con i piedi sulla panchina. E se dici qualcosa ti insultano. Nella casa di fronte raccontano di esser stati presi a parolacce e parlano di continue sfide da parte dei ragazzi: Ti si piazzano sotto il naso e di affrontano dicendo "E allora?". Se reagisci vieni insultato. Una signora racconta di essere stata oggetto di insulti e bestemmie, solo perchè volevano farmi alzare dalla panchina. Un'altra pensionata dice di aver rimproverato una ragazzina perchè sputava e di essere stata derisa, pur senza riuscire a farle smettere di sputare davanti ai suoi piedi. Se ai ragazzi si fa notare che lo sputo non è certo un bel gesto, loro replicano: Lo fanno i calciatori e nessuno dice niente. Sputiamo per strada, ma non certo alle persone. Una ragazzina mora interviene: Una vecchia mi ha visto sputare e mi ha dato uno schiaffo dicendomi "cretina, che fai?". Io fumo e dopo la sigaretta, mi viene da sputare. Che fastidio dà uno sputo per terra? Lo fanno in tanti, non c'è nulla di male.(l.l.)