«C'è l'amianto in via Moruzzi» Discarica abusiva tra gli alberi

di Marianna Bruschi wPAVIA Via Moruzzi si lascia alle spalle la sede della Croce Verde, accompagna le case su tre piani tutte rosa scuro, poi superata strada Gardona si butta tra gli alberi. Si arriva in un parcheggio, davanti a una serie di palazzine nuove, alle spalle la scuola elementare Maestri. Poi c'è una strada isolata, non illuminata, in fondo si vede la tangenziale. Lì, in un angolo di città dimenticato, qualcuno ha abbandonato lastre di amianto. Alcune sono coperte da sacchi neri, altre, spezzate, vengono coperte dalle foglie gialle. Ma sono lì, lastre di amianto abbandonate all'aria aperta, non smaltite né trattate. Non sono sole. Poco prima ci sono una dozzina di televisori spaccati, schermi per il computer, persino un biliardino, con i calciatori in plastica dalle casacche blu e gialle a testa in giù, sospesi tra cumuli di rifiuti. E i residenti chiamano, periodicamente segnalano. Ma la scena si ripete, le discariche abusive si alimentano, crescono. Si vedono furgoncini entrare lenti in questa strada a fondo chiuso e lì vomitare un carico di rifiuti inquinanti. Soprattutto di sera. Ma in fondo, anche di giorno, sono pochi gli occhi puntati su via Moruzzi. C'è chi lì ci va a correre e ogni volta rimane inorridito. Ci abbiamo trovato anche delle siringhe – spiega Marco Beltrami, che abita proprio accanto al tratto di strada diventato discarica – Avevamo chiamato Asm ed erano venuti a rimuoverle, saranno state una ventina. C'è chi si spinge in auto oltre i newjersy di cemento che non riescono a bloccare l'accesso, per nascondersi alla vista, attirati da buio e assenza di lampioni. In tanti vanno lì – continua Beltrami – effettivamente servirebbe un'azione collettiva per riprenderci questo pezzo di città. Vedono quella strada in mezzo alla campagna e fanno quello che vogliono – dice Ivana Guarnaschelli – soprattutto di sera. Ha il negozio di alimentari e tabacchi in vi a Moruzzi, la piazzetta che si allarga davanti alla Croce Verde. Piuttosto che pagare smaltiscono così, dice Giancarlo Bressani. Ma anche i bidoni qui davanti sono sempre pieni. Lo vediamo – dice ancora la negoziante – vengono da fuori a buttare i loro rifiuti. Nel negozio accanto si fanno riparazioni di elettrodomestici. E' una strada chiusa ed è immaginabile che vi vadano a scaricare – dice Renato Rocca, titolare del negozio Elecrolux in via Moruzzi – Quando si vedono dei furgoni fermi si capisce che stanno aspettando il momento buono per scaricare. Il problema è che in via Moruzzi c'è di tutto. L'amianto è sicuramente quello che preoccupa di più. Ma anche i televisori sono inquinanti. Ci sono secchi di vernice, rifiuti da cantiere. Valutando la tipologia di rifiuti sembrano residui di attività di riparazione di televisore e di imbianchini, segnala Riccardo Magnaghi. Il problema è che nella discarica di Montebellino possono andare solo i privati cittadini – dice ancora Rocca – le aziende non possono portare rifiuti, non accettano né lamiere né frigoriferi e così molti vanno a scaricare in strade di campagna. E in quei punti della città dimenticati, nascosti, di scarso passaggio. Ma comunque a due passi dalle case. Cosa deve fare il Comune in questi casi? Come settore ecologia abbiamo un fondo di circa 20mila euro che usiamo proprio per rimuovere queste discariche abbandonate – spiega Guido Corsato, dirigente del Comune – Interveniamo sui questi abbandoni sporadici. Visto che si tratta di rifiuti speciali è prevista una sanzione penale. Ma bisogna riuscire a risalire a chi abbandona. ©RIPRODUZIONE RISERVATA