Cat, vittoria alla distanza Marnate deve arrendersi
VIGEVANO La Cat Vigevano targata Pixel suda la vittoria in casa contro Marnate: finisce 80-71. Si conferma ai piani alti della classifica con dieci punti, con l'ottima media di 5 vinte e 1 persa, nella sua prima stagione da neopromossa. Ma ha faticato non poco contro una Marnate tignosa, brava ad abbassare il ritmo e a far andare fuorigiri l'attacco ducale. Prima dell'inizio partita un mazzo di fiori in curva e un minuto di silenzio salutano Ivan, il tifoso degli ultras della Vecchia guardia scomparso tragicamente la settimana scorsa, cui coach Ross e la squadra hanno anche dedicato la vittoria. L'approccio degli uomini di Rossberger non è dei migliori e infatti a 5'25 il tabellone segna 8-15 a favore degli ospiti. Che dopo la vittoria con Cislago cercano di strappare, con le unghie e con i denti, altri due punti proprio in casa ducale. Ross chiama minuto e striglia i suoi: troppe palle perse (27 a fine gara), più agonismo, più grinta. Finito il minuto, Sala piazza una bomba e con Finazzi la Cat arriva al 15 pari al 18' e arriva a chiudere la prima frazione sul 23-21. Ma si vede che soffre il gioco avversario: tenta di alzare il ritmo e fare il suo gioco, quello veloce e aggressivo, ma gli avversari non glielo concedono. Lo si riesce a vedere soltanto a sprazzi e il punteggio del secondo quarto è un lungo elastico nel quale la Cat agguanta il pareggio e poi va sotto di 2 o 3 punti, ma nel quale emergono i pick and roll di Finazzi e Galindez (quest'ultimo uno dei migliori della partita, con 8 rimbalzi, 18 punti, 4 recuperi e 1 assist) e la grinta in difesa di Andrea Bocca, il capitano, punto fermo della squadra. Nel secondo tempo, però, la Cat prova ad allungare il passo e ci riesce: si porta avanti di 10 al 26' (53-43), strappa tanti palloni agli avversari e chiude il terzo periodo a +14 (63-49). Il massimo vantaggio lo raggiunge al 36' con il punteggio di 69-54, ma Marnate rosicchia punti e ci prova anche negli ultimi minuti, fino al punteggio finale di 80-71. Abbiamo avuto i nervi saldi e l'abbiamo portata a casa, dice coach Alberto Rossberger. Ilaria Cavalletto