Terrore in Afghanistan uccisi 13 soldati americani

di Bijan Zarmandili wROMA Tredici militari americani uccisi a Kabul, insieme a tre civili e un poliziotto afgano: sono saltati in aria quando una Toyota Sedan, con a bordo un kamikaze, alle 11 locali si è lanciato contro un pullman dell'Isef che viaggiava sulla piazza di Dar ul-Aman, nel quartiere occidentale della capitale afgana a pochi passi dal Museo nazionale, già palazzo reale e sede di alcuni ministeri. La potente esplosione provocata delle bombe indossate dal kamikaze e del pullman militare incendiato ha fatto tremare gli edifici in piazza e per alcune ore non è stato possibile raccogliere i resti delle vittime. Poco dopo, è arrivata la dichiarazione rilasciata alle agenzie di stampa da parte del portavoce dei talibani: Siamo stati noi ha detto, rivendicando l'attentato a Kabul e promettendone altri, fino alla cacciata di tutti gli stranieri dall'Afghanistan. Il sabato di sangue in Afghanistan registrava intanto altri due episodi terroristici, uno nella provincia orientale di Kunar, a Asababab, e il secondo, nel sud, dove un uomo in uniforme afgana ha aperto il fuoco contro due soldati neo-zelandesi prima di essere ucciso a sua volta. Resta particolarmente inquietante il primo episodio, protagonista una ragazzina-kamikaze che si aggirava con palese agitazione intorno alla sede della Direzione nazionale per la Sicurezza (Nds) a Asabadab, suscitando il sospetto delle guardie all'ingresso che, dopo aver intimato l'alt, hanno sparato alcuni colpi. La ragazzina ha tirato il detonatore facendosi esplodere con la carica di tritolo che nascondeva sotto il lungo mantello. Ferite anche due guardie. L'uomo in uniforme che ha sparato ai soldati della Nato nel sud del paese è invece uno degli infiltrati dei talibani nell'esercito afgano. E' l'ennesimo episodio che mette in grave pericolo la sicurezza delle forze armate mentre la Nato si sta preparando a lasciare l'Afghanistan e consegnare la sicurezza del paese nelle mani delle forze locali. L'uscita degli americani dal teatro della guerra afgana dovrà essere completata entro il 2014 (gli americani si stanno ritirando già da Kandehar, considerato una delle roccaforti dei talibani). Il presidente afgano Hamid Karzai ha da tempo proposto ai talibani di far arruolare i propri guerriglieri nell'esercito regolare nel contesto di una rinnovata riconciliazione nazionale, che prevede tra l'altro l'ampia amnistia ai dirigenti del movimento degli studenti coranici e la partecipazione dei loro leader politici nel futuro governo del paese. Ci sono state anche delle trattative in questa direzione tra gli uomini di Karzai e alcuni esponenti moderati talibani, trattative che avrebbero avuto il consenso indiretto della stessa amministrazione americana. Con ogni probabilità i negoziati con i talibani sono falliti in seguito all'uccisione dell'ex presidente e capo dell'Alto consiglio per la riconciliazione, Burhanuddin Rabbani, ucciso lo scorso settembre a Kabul da un falso negoziatore talibano nel corso di una riunione congiunta con i ribelli sul futuro dell'Afghanistan. ©RIPRODUZIONE RISERVATA