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ART. 41 Vogliono farci pagare tutti i costi della crisi nNegli ultimi decenni è prevalsa - non solo da noi - l'idea, del tutto smentita dai fatti, che il "libero"dispiegarsi del mercato avrebbe portato benessere a tutti: quindi "poche tasse e poco Stato". E così i titoli spazzatura dei mutui americani, certificati come ottimi dalle stesse agenzie di rating che oggi danno i voti agli Stati, sono venduti agli ignari risparmiatori da finanzieri senza scrupoli, che hanno accumulato enormi profitti vedendo crediti inesigibili e facendo poi scoppiare la bolla speculativa che ha travolto prima la finanza e poi l'economia occidentale (e non solo). Naturalmente a pagare il prezzo più alto sono i deboli, perchè la regola che si applica in questa filosofia è privatizzare i profitti e socializzare i costi e le perdite. La nostra Costituzione propone un altro modello, nel quale la funzione della politica è proprio quella di dettare le regole in modo che tutto quello che nasce dalla società non sia contrario al bene comune e alla dignità della persona, ma abbia anzi anche un'utilità sociale. Da qui l'indecente proposta di questo governo, ora in discussione in parlamento, di "modificare" l'art. 41 della Costituzione, che fissa proprio questi principi di civiltà. Nella tempesta provocata dal liberismo selvaggio teorizzato e praticato in questi anni, privo di etica, di regole, di responsabilità, tempesta che sta distruggendo l'esistenza di centinaia di milioni di persone, il governo ripropone la supina subalternità della politica all'economia ed alla finanza! Lo stesso governo, non dimentichiamolo, che ha depenalizzato il reato di falso in bilancio, una truffa a danno degli azionisti, delle banche (i rispamiatori), del fisco (tutti noi), della concorrenza (il mitico "mercato") e uno strumento per riciclare il denaro sporco e procurarsi denaro "nero" col quale pagare finanzieri, magistrati, faccendieri, parlamentari, nani e ballerine. A parte il demenziale assunto ideologico, si vuole imporre anche qui il principio dell'assenza di regole volte al bene comune, addebitando all'incolpevole e sacrosanto art. 41 parte delle responsabilità della crisi in atto. Tra l'altro scaricare sulll'art. 41 le difficoltà burocratiche delle imprese (problema reale) significa assolvere dalle loro pagliacciate i due ministri incaricati di eliminarle: il ministro della "semplificazione" Calderoli (il piromane delle leggi) e il ministro della pubblica amministrazione Brunetta (l'uomo dei tornelli). Da ultimo va ricordato che vigente l'art. 41 l'Italia ha avuto il più clamoroso boom economico della sua storia... Forse è il caso che i cittadini si facciano sentire. Tullio Montagna associazione "A Sinistra" PAVIA Caos notturno e pochi controlli nOre due di notte del 27 ottobre: la zona del ponte Coperto è stata teatro di schiamazzi e urla di ogni genere, che per fortuna (si fa per dire) dei residenti, è cessata verso le tre. Ormai siamo ad un vero e proprio paradosso: la "sicurezza" a Pavia è demandata non più alla polizia di Stato e ai carabinieri bensì quasi esclusivamente alla polizia locale! Nonostante gli sforzi del nuovo assessore alla sicurezza Galandra e del comandante della polizia locale Giurato e dei fondi a disposizione per gli straordinari dei vigili, la situazione non cambierà di molto se non vengono impiegate anche le altre forze di polizia e carabinieri. Scorgere "volanti" della polizia e dei carabinieri in giro di notte a Pavia è raro. Sig. prefetto, sig. questore, noi cittadini comprendiamo i problemi che assillano le forze dell'ordine per carenza di fondi e di personale ma, nel contempo, non possiamo pensare né accettare che la sicurezza sia solo o quasi di pertinenza della polizia locale. Roberto Bottiroli PAVIA Multa doppia e pure ingiusta n Scrivo per segnalare la mia disavventura con un'agenzia di noleggio auto. Il 28 marzo scorso alle ore 18,20 riconsegno l'auto presa a noleggio alla agenzia di Pavia. Il tutto attestato, firmato e timbrato dallo impiegato. Il 5 settembre ricevo dalla stessa agenzia la notifica di una multa per divieto di sosta, comminata dai vigili urbani il 29 marzo alle ore 7,55 . In allegato l'agenzia mi fornisce un documento attestante il prelievo già effettuato, dell'importo corrispondente alla sanzione, dalla mia carta di credito.In aggiunta anche un importo per spese amministrative. L'8 settembre il Comune di Pavia mi notifica la stessa multa, chiedendone il pagamento entro 60 giorni. Ho interpellato il servizio clienti dell'agenzia via email il 6 settembre per denunciare "l'errore", poi ho telefonato tre volte. Hanno sempre chiesto tempo per fornire una risposta. A tutt'oggi nessuna risposta. A me resta lo scippo dalla carta di credito e la grana da sistemare con il Comune di Pavia. Ai lettori il giudizio su questa agenzia di Pavia. Danilo Mazzacane