Ruby, Silvio nel dossier Usa sui minori
ROMA Non era mai successo. Per la prima volta, nel "Trafficking in Persons Report", vale a dire il rapporto elaborato dal Dipartimento di Stato Usa sul traffico di persone e la prostituzione minorile, è citato un premier occidentale. Il triste primato se l'è aggiudicato Silvio Berlusconi, nominato per ben due volte nel rapporto in merito alle sue frequentazioni con l'allora minorenne Ruby. E dunque, segnala il rapporto, sotto inchiesta per aver favorito la prostituzione di minori. Nel febbraio 2011 - si legge nella scheda del rapporto relativa all'Italia e riportato ieri da "Il Fatto quotidiano"- i giudici italiani hanno fissato una data per processare il primo ministro Berlusconi per il presunto sfruttamento sessuale di una ragazza marocchina. Le informazioni riportate dai media hanno indicato prove del coinvolgimento di una terza parte nel caso, indicando che la ragazza era vittima del traffico (di persone, ndr.). Una cosa non da poco, dato che il punto centrale del rapporto è proprio quello dello sfruttamento sessuale dei minorenni immigrati. Dall'indegno "Papi" Berlusconi arriva un'altra onta per il nostro Paese, attacca Leoluca Orlando (Idv). Il suo nome, infatti, come riporta "Il Fatto quotidiano", è pubblicato nel Trafficking in persons report, il rapporto annuale stilato dall'amministrazione statunitense e curato dal Dipartimento di Stato guidato da Hillary Clinton, che si occupa di immigrati sfruttati e di minorenni indotti alla prostituzione. Berlusconi - prosegue Orlando - nel mondo, dopo la vicenda Ruby, è conosciuto per le sue sconcezze e perchè il suo nome è in quest'elenco che fa il punto sul traffico di esseri umani. Un indecente biglietto da visita per l'Italia a livello internazionale anche perchè è l'unico nome di un presidente del Consiglio. L'esponente dipietrista afferma che il dramma è che l'Italia rischia di essere identificata con lui. Noi abbiamo il dovere - conclude - di dire con forza che esiste un altro Paese con dei principi morali e con una dignità morale, politica e istituzionale. Fra l'altro, nella sezione del rapporto americano sull'Italia, si legge che nelle inchieste italiane in molti casi sono coinvolti pubblici ufficiali (poliziotti, funzionari d'ambasciata, ecc.) di cui però in sede penale si perdono le tracce.