Travolto dalla frana Autista in gravi condizioni

I vigili del fuoco hanno impiegato quasi sei ore per tirare fuori Massimo Martino dalla motrice : dalle 15 alle 20.30.Il camion era circondato da una enorme quantità di fango, l'acqua continuava a scorrere. Poi Massimo è stato portato all'ospedale di La Spezia e ricoverato in rianimazione. Il giovane aveva riportato solo molte contusioni e non aveva fratture nè ferite evidenti: ma aveva un trauma addominale, con interessamento del fegato. E, soprattutto, era rimasto bloccato a lungo: i medici temevano che degli emboli potessero staccarsi e andare al cuore. Dopo 48 ore in prognosi riservata, i medici hanno sciolto la prognosi e giovedì lo hanno ricoverato in chirurgia. di Paolo Fizzarotti wSTRADELLA Un'immagine simbolo, pubblicata dalle prime pagine di quasi tutti i giornali d'Italia: un camion di traverso, rovesciato su un fianco, circondato da un mare di fango, rocce, terra e alberi sradicati. Una cisterna bianca e cromata che è diventata l'immagine della disastrosa alluvione che nei giorni scorsi ha devastato le Cinque Terre e ha isolato la Liguria dalla Toscana. Alla guida di quel tir c'era un giovane di Stradella: Massimo Martino, 30 anni, abita con il padre e la madre della frazione Colombetta. Ora Massimo è ricoverato all'ospedale di La Spezia, dopo un soccorso al limite del possibile che è durato quasi sei ore. Mio figlio ha visto la morte in faccia - racconta Giovanni Martino, il padre - Non riusciamo ancora a credere che sia andato tutto bene. Ne so qualcosa io, che ho fatto il suo stesso mestiere per tanti anni. Anzi, è stato lui a prendere il mio posto in azienda. E' riuscito a parlare con suo figlio? Le ha raccontato come è andata? Sì, ho parlato con lui la sera stessa del suo ricovero in ospedale, poi il giorno dopo sono andato a trovarlo. Massimo lavora per la ditta Bernardi Srl di Carpaneto Piacentino. Martedì mattina aveva portato un carico di liquidi alimentari in una fabbrica di Fucecchio, in Toscana: 300 quintali di sciroppo di glucosio. Aveva un Volvo di sei mesi, nuovo di zecca. Mio figlio stava tornando a Serravalle Scrivia a fare un altro carico, che avrebbe dovuto consegnare la mattina dopo. Aveva superato La Spezia e stava dirigendosi verso Genova. Conosco bene quel tratto dell'A12. La corsia per Genova e quella per La Spezia sono su due livelli diversi. Quella per Genova è più in alto, quella verso la Toscana è più in basso di una trentina di metri. In quel punto ci sono due gallerie con in mezzo un cavalcavia. MIo figlio era arrivato quasi all'altezza di Brugnato. Ha superato la prima galleria e stava per imboccare la seconda, quando è venuta giù la montagna. Un'ondata di fango, terra, rocce, alberi, rami e altri detriti ha sollevato la cisterna e l'ha scaraventata sul viadotto inferiore - prosegue Giovanni Martino - Un volo di circa 30 metri. La cisterna si è messa di traverso, con la cabina che sporgeva nel vuoto: per fortuna la cisterna è rimasta saldamente sull'asfalto, altrimenti Massimo sarebbe precipitato. Il rimorchio si è rovesciato, facendo da diga per i detriti. Mio figlio è rimasto incastrato con una gamba nella cabina. Vedeva una quantità enorme di terra, fango, sassi e acqua che gli piombavano addosso e poi cadevano nel burrone. Sembrava che non finisse mai. Per fortuna è rimasto sveglio e cosciente: è stato lui ad aiutare i soccorritori, passandogli dall'interno degli attrezzi che sono serviti ad aprire nella cabina semidistrutta un varco attraverso il quale lo hanno tirato fuori. A dare l'allarme - conclude il padre - è stato un automobilista che seguiva il Tir. Stava uscendo dalla galleria quando ha visto una gigantesca frana che si portava via l'autobotte. Ha messo la retromarcia ed è tornato indietro. Quando è uscito dall'altra parte, ha trovato una pattuglia della polizia stradale: sono stati loro a far scattare i soccorsi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA