Latte, allevatori in trincea «Pochi 40 centesimi-litro»

Il prezzo del latte dalla stalla al consumatore moltiplica quasi per quattro: da 0,42 a 1,60 euro al litro. I dati arrivano da un'indagine della Coldiretti, secondo cui oltre la metà dei circa 467 euro al mese che ogni famiglia destina per gli acquisti di alimenti e bevande va al commercio e ai servizi e non al pagamento del prodotto. 140 euro (30%) vanno all'industria alimentare, e solo 89 (19%) alle imprese agricole. PAVIA Vola il prezzo del latte spot, quello scambiato fuori dai normali contratti di fornitura, mentre quello del latte alla stalla attende ancora di essere adeguato alle necessità delle stalle pavesi e lombarde, anche in funzione della qualità del latte in gran parte utilizzato per formaggi dop. Questo perché è ancora in atto il braccio di ferro fra i produttori lombardi e Italatte, società controllata dal gruppo lattiero-caseario francese Lactalis che ha assorbito marchi alimentari di riferimento come la Galbani, presente in provincia con gli storici stabilimenti di Certosa e di Corteolona. A Verona e a Lodi, due borse cardine per il nord Italia, la quotazione del latte spot ha raggiunto il prezzo massimo di 45,36 e di 44,85 centesimi al litro. Si tratta di una tendenza in crescita dallo scorso giugno quando lo spot era scambiato fra i 41 e i 42 centesimi – commenta Giuseppe Ghezzi, presidente della Coldiretti Pavia – Si tratta di una dinamica importante soprattutto alla luce del confronto che abbiamo avviato con Italatte, con cui l'accordo di fornitura è scaduto alla fine di settembre e che per adesso non sembra intenzionata a valorizzare il prodotto delle nostre stalle nella giusta misura. Anche Alessio Palestra, allevatore a Belgioioso e presidente della sezione latte dell'Unione agricoltori, conferma il buon momento del latte spot: La tendenza è continentale, visto che questi prezzi si sono raggiunti anche in Olanda. Anche in conseguenza di questa quotazione, sarebbe opportuno che anche il prezzo generale del latte fosse riconosciuto in modo adeguato. Il prezzo concordato a suo tempo fra i produttori e Italatte è scaduto il 31 agosto scorso: oggi quello stimato è di 40,20 centesimi al litro. Troppo basso secondo i produttori, che puntano a 44-45 centesimi, cioè il prezzo pagato dai caseifici del circuito Grana Padano. E poi c'è la tenace concorrenza del latte francese e tedesco. Il volume della produzione italiana non copre la domanda interna di latte e dunque è necessario importare da Germania e Francia, maggiori produttori europei. I prezzi del latte alla stalla registrati in queste settimane in Baviera e nel Rodano-Alpi sono inferiori a quelli lombardi: 35,99 centesimi al litro quelli francesi e 35,40 quelli bavaresi, rispetto ai 40,20 lombardi. La particolarità è spiegata con la destinazione d'uso del latte italiano, che, diversamente da quanto accade negli altri Paesi, è utilizzato in larga misura (circa il 45%) per la produzione dei formaggi tipici Dop. La qualità, la tipologia e spesso l'unicità dei formaggi tipici portano a un apprezzamento economico del latte alla stalla, prezzo comprensivo anche dei consistenti costi di una particolare alimentazione. Sulla piazza di Milano, un quintale di erba medica disidratata in balloni costa 20,60 euro, uno di fieno di erba medica pressato 15,20 e uno di fieno maggengo pressato 12,40. Umberto De Agostino