Lardirago, la Posta non paga il gas Sigilli al contatore
Stiamo facendo delle verifiche su cosa possa essere successo a Lardirago. Poste Italia, direzione di Milano. A quasi quarantotto ore dal "disservizio" si sta cercando di ricostruire l'accaduto. Di come sia stato possibile, cioè, non pagare una bolletta del gas. E di come, soprattutto, nessuno si a accorto di eventuali solleciti . Sicuramente si è trattato di uno spiacevole incoveniente – concludono le Poste con un certo imbarazzo – che verrà risolto al più presto. di Giovanni Scarpa wLARDIRAGO Bolletta non pagata, sigilli al contatore. Ma ad essere inadempiente, questa volta, non è un comune cittadino magari in difficoltà economica. Il gas è stato staccato all'ufficio postale di Lardirago. E' successo l'altro ieri. E da due giorni gli impiegati sono costretti a lavorare al freddo. All'inizio clienti e dipendenti pensavano ad uno dei "classici" disservizi di Poste Italia, cioè un guasto alla caldaia. Nessuno sapeva, almeno ufficialmente, che in realtà la società fornitrice del servizio, cioè Enel, aveva invece mandato a Lardirago un proprio tecnico a mettere i sigilli al contatore. Le poste del paese, infatti, sono ospitate in una piccola palazzina del centro dove vivono altre due famiglie. I proprietari dell'immobile, non appena sono stati avvertiti dell'inconveniente, pensando ad un guasto della caldaia hanno chiamato l'assistenza. Ma il check-up effettuato all'impianto non ha evidenziato alcun danno. Il controllo allora si è sposato all'esterno, proprio a fianco dell'ufficio, dove sono situati i contatori. Ed è stato in quel momento che, con grande sorpresa, è stata fatta la scoperta: solo quello della posta era stato sigillato. Il cartellino lasciato dagli addetti Enel accanto ai fili di ferro utilizzati per bloccare la leva recava la data del 25 ottobre. I dipendenti, rassegnati, sono tornati nel minuscolo locale, segnalando la cosa a Pavia. Per tutta la giornata di ieri clienti ma soprattutto gli impiegati hanno lavorato al freddo. Il disagio maggiore è soprattutto nelle prime ore del mattino, tanto che i due dipendenti sono stati costretti ad indossare il cappotto. La conferma che la sospensione del servizio gas è dovuta la mancato pagamento della bolletta arriva dai sindacati di categoria, ovviamente informati subito di questa novità assoluta in fatto di disservizi. Da quello che mi risulta è la prima volta che le Poste non pagano una fattura, ma la cosa del resto non mi sorprende – dice Maurizio Dassù della Slp-Cisl – viste le condizioni in cui sono costretti a lavorare non solo gli addetti agli sportelli e i portalettere, ma anche tutto il resto del personale, da chi si occupa delle buste paga a chi invece deve, appunto, provvedere a saldare le fatture. Può essere benissimo successo che la bolletta sia rimasta su qualche scrivania. Oppure, per il super-lavoro a cui sono costretti gli organici sempre più ridotti, il saldo della fattura sia rimasto fra il lavoro arretrato. Infatti risulta strano che la società abbia provveduto alla piombatura del contatore senza prima avere avvertito del mancato pagamento tramite uno o più solleciti, come avviene sempre in questi casi. Ad ogni modo non è l'unico grattacapo che alle Poste hanno in questi giorni. Sempre per carenza di personale, non sono ancora stato pagato un premio risultato di 900 euro – conclude Dassù –. Ma se pensiamo a Pavia, dove prima gli addetti in questo settore erano in cinque e oggi sono in due, si spiegano parecchie cose. Compresa una bolletta non pagata. ©RIPRODUZIONE RISERVATA