Egitto-Israele, scambio di detenuti

IL CAIRO Dopo lo scambio del soldato israeliano Gilad Shalit, rapito oltre cinque anni fa da Hamas, con oltre mille detenuti palestinesi, ieri è stata la volta di Ilan Grapel, il giovane con doppia nazionalità israeliana e americana, arrestato dalle autorità egiziane a giugno con l'accusa di essere una spia israeliana. Grapel è stato scambiato con venticinque detenuti egiziani condannati per traffico di armi e droga, che sono rientrati in Egitto tramite il valico di Taba. Secondo fonti egiziane anche Grapel è passato per lo stesso valico per rientrare in Israele, ma in serata da Tel Aviv è giunta la notizia che il giovane è rientrato in patria con un volo dal Cairo. Mentre il primo scambio è stato visto come un successo della diplomazia egiziana, quello di ieri è stato criticato in Egitto perché giudicato "al ribasso". In cambio della presunta spia l'Egitto, hanno fatto notare alcune forze politiche, ha avuto in solo delinquenti comuni che rappresentano solo un parte di circa ottanta detenuti egiziani presenti nelle carceri israeliane. Lo scambio, secondo quanto ha fatto trapelare una alta fonte militare egiziana ripresa dal quotidiano israeliano Yediot Ahronot, potrebbe però avere un risvolto ben più sostanzioso per l'Egitto. Una clausola dell'accordo infatti prevederebbe la fornitura di nuovi F16 americani all'aviazione egiziana. Il ritorno in patria di Grapel e dei detenuti egiziani rappresenta in ogni caso una ulteriore tappa nel miglioramento delle relazioni fra Egitto e Israele, precipitate ai minimi storici dopo l'assalto dell'ambasciata israeliana al Cairo all'inizio di settembre.