Con Chiesa rivive il ciclismo storico

ROBBIO Un robbiese 14° al Giro d'Italia d'epoca. Ad ottenere questo piazzamento su 305 partenti è stato Fabio Chiesa, 62 anni, dirigente veterinario dell'Asl di Vercelli da poco in pensione. Questo risultato è il frutto della passione, dell'allenamento e del lavoro fatto per reperire i materiali, racconta Chiesa. Il Giro d'Italia d'epoca raccoglie 12 gare che si corrono con biciclette fabbricate a partire dai primi decenni del '900 fino alla metà degli anni Ottanta. Per determinare la classifica non contano solo i tempi in gara, ma anche l'abbigliamento e le biciclette usate. Più mezzi e vestiario sono vecchi e ben tenuti, più punti si guadagnano. Cinque le fasce anagrafiche delle bici (fino al 1919, dal '20 al '39, dal '40 al '59, dal '60 al '75 e dal '76 all'85), un mezzo del 1910 ben conservato dà il massimo dei punti, una del 1985 malmessa il minimo. Chiesa ha corso difendendo i colori del Velo Club Vercelli e ha utilizzato una Olmo del '78, una Conti dell'84 e una Faggiani del '79. Le regole fondamentali per le biciclette sono due – racconta Chiesa – la prima è che i fili dei freni passino esternamente al manubrio e l'altra è che la leva del cambio sia al tubo obliquo. Ad inaugurare il giro è stata la Storica di Pietra Ligure, a chiuderlo le Strade bianche di Romagna a Mordano. In mezzo gare a Ponte a Erna, Lonato, Quarrata, Monticelli Terme, Montottone, Udine, Barga, Splitz, Schio e Buja. Le ho corse tutte tranne quelle di Montottone e Lonato – evidenzia Chiesa – sono gare che prevedono buona parte del percorso su strada sterrate. Le premiazioni finali si sono tenute negli scorsi giorni a Gaiole in Chianti al termine dell' "Eroica", prima gara di ciclismo d'epoca corsa in Italia (era il 1997) e che ora vede al via ogni anno 3500 persone. Sandro Barberis