Napolitano: «Pronti a scelte impopolari»
ROMA L'abbattimento del debito pubblico e l'avvio di riforme strutturali per la crescita, anche con l'adozione di scelte impopolari, ma tutelando le fasce più deboli. Nel giorno dell'Italia sotto esame in Europa, viene indicata dal Governatore uscente della Banca di Italia, Mario Draghi e dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, la linea per far uscire il Paese da una crisi senza precedenti. Intervenendo per il suo ultimo discorso da inquilino di Palazzo Koch (termino il mio mandato in una situazione confusa e drammatica sul piano nazionale, internazionale, politico ed economico), in occasione della "Giornata mondiale del risparmio", per Draghi occorre dare piena e rapida attuazione alla manovra di settembre, in particolare definendo e realizzando rapidamente il previsto programma di revisione della spesa pubblica. Secondo il futuro presidente della Bce è necessario varare interventi sul fisco, modificando ad esempio la composizione del prelievo, trasferendone il peso da imposte e contributi che gravano su lavoro e attività produttiva all'imposizione su proprietà e consumi, ovvero Ici e Iva. Immediato il no di Confesercenti è come sparare sulla Croce Rossa. Il Governatore mette in primo piano il ruolo dei giovani. Su di loro devono far leva le iniziative necessarie per imprimere nuovo impulso allo sviluppo. Sempre pensando ai giovani chiede anche che vengano rese più universali, efficaci e rigorose le tutele del mercato del lavoro, oggi fortemente sbilanciate a favore delle generazioni più anziane. Perché il nostro mercato del lavoro è ancora caratterizzato da accentuato dualismo: in caso di perdita dell'occupazione, lamenta, infatti, i nostri giovani sono poco protetti dagli strumenti esistenti di sostegno al reddito. A loro favore bisognerà anche rimuovere gli ostacoli all'attività economica abbattendo i costi di apertura e di gestione delle nuove imprese. Nel giorno del commiato, Draghi ringrazia il presidente della Repubblica, il primo punto di forza su cui il Paese può contare. In visita in Belgio per inaugurare a Bruges l'anno accademico del College d'Europe, Giorgio Napolitano ricorda che l'Italia non può più tergiversare di fronte all'imperativo categorico di abbattere il debito pubblico e varare riforme strutturali per la crescita. Nessuna forza politica italiana può continuare a governare, o può candidarsi a governare, senza mostrarsi consapevole delle decisioni, anche impopolari, da prendere ora nell'interesse nazionale e nell'interesse europeo. (p.b.)