Maggio, c'era Pavia nel suo destino «Qui posso crescere»

PAVIA Roberto Maggio è arrivato solo quest'estate, ma è già diventato un beniamino dei tifosi di Pavia, sponsorizzata Paul Mitchell. Perché il ventunenne napoletano è uno che in campo non si tira mai indietro, spinge, lotta, si getta sul parquet per conquistare una palla. E anche perché ha stretto amicizia con uno dei capi storici del tifo pavese "Testina", come è noto Andrea Zucca: Sono qui da troppo poco tempo – spiega Maggio – ho un buon rapporto, ci salutiamo, ma sto ancora cercando di ambientarmi in questa città. Ho invece un ottimo rapporto con Andrea Zucca. In generale ho avuto ottimi rapporti con i tifosi di Brescia e pessimi con quelli di Molfetta, per cui io sto meglio al Nord. Cresciuto nelle giovanili del Basket Napoli, dove ha mosso i primi passi a sei anni, Maggio è poi passato alla Pallacanestro Barra, sempre nei dintorni di Napoli. Solo tre stagioni fa ha compiuto il primo grande passo, firmando per Brescia. Dopo una stagione è sceso a Molfetta e la scorso estate ha chiesto di poter tornare al Nord, giocando per Pavia. Con la società pavese c'è una lunga storia – sorride Maggio – prima di firmare per Brescia ero in ballottaggio per arrivare in via Treves, perché ero stato notato durante una amichevole tra la squadra napoletana e Pavia. Solo che non se ne fece nulla, perché cambiò in corsa l'allenatore. Era però destino che arrivassi qui. Il sogno è arrivare in A, magari con Pavia, facendo un passo per volta: Fino a qualche anno pensavo di poter risolvere tutto con la mia velocità, poi ho iniziato a tirare da tre punti e ora mi sto realizzando anche in difesa. Tra l'altro il basket di Baldiraghi che chiede velocità mi piace, è il modo di giocare che preferisco. Ho anche iniziato le sedute supplementari di tiro da tre punti e di uno contro uno per migliorarmi. Il coach mi piace perché non ha pregiudizi. Non è di quelli che al primo errore ti cambiano, questo mi dà tranquillità e fiducia di giocare e crescere. Mi aiuterà a migliorare, specie nei recuperi e negli assist. Domenica scorsa è salita a Pavia a trovarlo mamma Vera, ora attende il papà. Mamma mi aveva accompagnato il primo giorno, ha voluto venire a vedere com'ero sistemato. Ora tocca a mio padre, anche se sabato, con la scusa di giocare a Matera, torno a casa per due giorni. A Brescia ha imparato a cucinare, a Pavia ai fornelli si alterna col compagno di appartamento Pederzini: Pavia mi piace, esco con i compagni perché sono single, anzi se qualche ragazza legge l'articolo…. Maurizio Scorbati