Stefano Zeni «Jazz e rock ma con il violino»
Al Teatro Cagnoni di Vigevano la rassegna musicale, che quest'anno si sviluppa in tre appuntamenti, prende il via con un orginale concerto dedicato alle note barocche e beat che si terrà domenica sera a partire dalle 21. "Bach + Beatles: The Peter Breiner Project" è il titolo del concerto che sarà presentato dall'orchestra Classica Viva diretta da Stefano Ligoratti.Il gusto, la tecnica e la straordinaria inventiva di Peter Breiner, compositore naturalizzato americano, celebre per le sue colonne sonore di film di successo, si ritrovano in questo concerto di musica barocca che unisce alcune delle pagine orchestrali più celebri di Bach con i più grandi successi dei Beatles. Violino e flauto armonizzeranno insieme all'intera orchestra, dando vita ad un'esecuzione inedita dei Beatles. La note di McCartney, Lennon, Harrison e Ringo Starr fuse insieme al genio di Bach, in una chiave sonora del tutto nuova e affascinante. Il concerto presenterà anche la Suite n. 2 per flauto e archi e il concerto Brandeburghese n. 5 , sempre di Bach. Info: cagnoni@comune.vigevano.pv.it Contatto telefonico: 0381 82242 PAVIA Sia umanamente che musicalmente questo album è frutto di incontri, ascolti, passioni e riflessioni che hanno segnato la mia vita fino a ora. La vita è nel suo complesso punteggiata da una miriade di passaggi che conducono da una fase all'altra attraverso essa; questi passaggi possono essere lineari o circolari. La circolarità della vita, della storia, dell'universo e della musica guarda al futuro non dimenticando mai le proprie origini. Mi piace pensare di abbattere le barriere tra i generi musicali miscelando semplici melodie con la spontanea freschezza dell'improvvisazione jazz, la raffinatezza ritmica della fusion e il calore della world music. Con queste parole il violinista Stefano Zeni racconta la nascita di "Paesaggi circolari", il suo primo lavoro da solista. In queste 11 tracce strumentali il musicista milanese mescola il jazz al rock, contaminando il tutto con sonorità tipiche della world music e della fusion. Questo primo album di Zeni verrà presentato in esclusiva a Spaziomusica domani sera: sul palco di via Faruffini il violinista sarà accompagnato da Guido Bombardieri ai fiati, Antonio Prencipe al piano, Davide Dejana al basso e Joe Damiani alla batteria e percussioni (inizio ore 22.30, ingresso 7 euro). Il violino è il protagonista indiscusso di "Paesaggi circolari", disco prodotto dalla rinomata etichetta tedesca Yvp Music. Suonato come se fosse una chitarra, oppure intrecciato all'elettronica e all'oboe: il protagonista assoluto del primo album da solista di Zeni è proprio il suono del violino, che il musicista milanese affronta in maniera molto personale. Al jazz mi sono avvicinato in un secondo momento – spiega –. Ha dato una svolta al mio fare musica, aprendomi i confini dell'improvvisazione. Da allora Zeni ha partecipato alla registrazione di una trentina di dischi, "prestando" il suono del suo violino a musicisti di primo piano come con Ellade Bandini ed Eros Cristiani. Com'è arrivato a questo primo disco da solista? Anche se l'album è stato registrato nell'ultimo anno e mezzo, in realtà sono anni che è in cantiere. Le prime melodie mi giravano in testa già nel 2003. E anche se il primo lavoro da solista è arrivato a 36 anni suonati, sono molto soddisfatto del risultato. Come definisce "Paesaggi circolari"? Un disco di confine, che oscilla tra tutti i generi musicali che ho frequentato nella mia vita. Da dove prende spunto il titolo? In senso strettamente musicale il disco è circolare perché nei brani ci sono alcune frasi che si ripetono. Ma anche perché mi piace abbracciare diversi generi, dal rock progressivo alla world music. Perché il disco è stato prodotto da un'etichetta tedesca? Ho mandato diversi cd in giro per tutto il mondo, ma in Italia ho trovato soltanto porte chiuse. Dall'estero invece ho ricevuto ottime risposte, soprattutto da Stati Uniti, Belgio e Germania. Così ho accettato la proposta del titolare della Yvp. Alla registrazione di questo album ha partecipato anche il batterista Ellade Bandini. Com'è stato suonare insieme a uno dei più importanti musicisti italiani? E' stato un onore che Ellade abbia accettato di partecipare come ospite al mio primo disco. Ma anche tutti gli altri nove musicisti che vi hanno suonato hanno dato all'album un valore aggiunto. Gabriele Conta