Redditometro pavese, ecco chi rischia

di Fabrizio Guerrini wPAVIA Redditometro e spesometro: doppia tenaglia del Fisco sui pavesi sospettati di evadere le tasse. Verrà presentato oggi a livello nazionale il nuovo redditometro che si pone l'obiettivo di calcolare il divario, se esiste, tra quanto uno denuncia sul 730 e il suo reale tenore di vita. In pratica è come se lo studio di settore, già in vigore per gli artigiani, venisse applicato alle persone fisiche: il software del Fisco sarà, in effetti, in grado di elaborare la stima del reddito presunto del soggetto, in base a dati bancari e patrimoniali (indagini sui conti e su titoli e azioni possedute) che si aggiungeranno a quelli su residenza, auto e case di proprietà oltre a un pacchetto di servizi più o meno utilizzati (pay tv, satellite, abbonamenti internet). A quel punto, se tra il reddito dichiarato e quello presunto lo scarto sarà del 20 per cento scatterà l'accertamento: l'Agenzia delle Entrate convocherà il contribuente chiedendogli di dimostrare , se gli è possibile, il motivo della discordanza in fatto di tasse. Nel mirino dei controlli saranno i redditi 2009, dichiarati quest'anno. Ma quanti potrebbero essere i pavesi interessati dai futuri accertamenti? Previsione difficile, ma c'è chi fa riferimento a due cifre emerse di recente sulla situazione delle tasse pavesi. La prima: i 6mila contribuenti che non hanno mai presentato una dichiarazione Irpef, pur non rientrando in nessuna delle categorie che spiegherebberto questa condizione di essere un potenziale no Irpef. La seconda: i 10mila pavesi che hanno ricevuto e stanno ricevendo gli avvisi dell'Agenzia relativi a scostamenti emersi tra le spese sostenute e i redditi. Questi avvisi non comportano ancora l'accertamento, ma mettono in guardia il contrubuente di essere finito sotto osservazione. Un lotto di nomi che potrebbe rientrare in gioco con i nuovi accertamenti sintetici. Spese: il flusso delle uscite familiari è al setaccio severo del Fisco. I commercianti sono tenuti da settembre a indicare, con il codice fisale, i clienti che hanno fatto acquisti over 3mila euro. Non solo. Lo spesometro tiene conto: delle rate dei mutui utilizzati per acquistare immobili, il versamento di contributi per badanti, le spese fatte per le ristrutturazioni immobiliari (denunciate per ottenere le detrazioni fiscali previste in questi casi, ovvero del 36 o del 55 per cento), la registrazione al pubblico registro automobilistico di auto di grossa cilindrata o motociclette, la segnalazione per acquisti di beni di lusso (gioielli, orologi, accessori di moda). Informazioni che il Fisco può attingere inviando questionari a aziende, operatori del settore club, associazioni.