Marchionne: «Vogliamo mantenere i posti in Italia»
di Pietro Barghigiani wTORINO Non vuole passare per un anti-italiano, conferma gli investimenti nazionali e risponderà alla Consob sul progetto di Fabbrica Italia senza, però, fornire dettagli sul piano industriale. Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat e Chrysler, sceglie la platea del convegno "Make in Italy" promosso dall'Unione Industriale di Torino, per sottolineare la sua idea di industria e di relazioni sindacali. Confindustria. Abbraccia Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, non abbiamo mai litigato e dopo l'uscita del gruppo dall'associazione riceve dalla leader un appoggio pubblico: Trovo molto chiaro e serio il percorso fatto da Sergio Marchionne in Fiat : era un'azienda sull'orlo della morte, ha affrontato poi lo tsunami successivo e si è alleata con Chrysler. Il suo impegno è totale. La Fiat è sulla sua strada e sa quello che deve fare. Italia addio. Ma le dichiarazioni del top manager, che definisce la Fiom anacronistica, secondo Vincenzo Scudiere, segretario generale della Cgil, sono ancora pretesti per non spiegare il piano industriale e che confermano sempre di più il sospetto che la Fiat voglia lasciare il paese. Quinto produttore. L'ad ricorda che, nonostante la caduta del mercato italiano (dove il gruppo ha perso 210mila auto in tre anni), il 2011 è stato un anno positivo. Gli obiettivi verranno rispettati. Chrysler insieme la Fiat venderà nel 2011 oltre 4,2 milioni di vetture diventando il quinto produttore al mondo. Posti di lavoro in Italia. Le accuse di anti-italianità che ho spesso sentito sono semplicemente assurde. Anti-italiano è chi abbandona il Paese, chi decide di non investire dichiara il manager che assicura nei limiti del possibile di voler mantenere i posti di lavoro che abbiamo in Italia. Non abbiamo ridotto la nostra forza lavoro nel momento peggiore della crisi non intendiamo certo farlo ora che stiamo lavorando alla realizzazione delle condizioni per crescere in futuro. Saremo pronti a sfruttare la ripresa là dove si presenterà, sia in Europa ma specialmente sugli altri mercati mondiali. Investimenti riservati. Pur dicendosi sorpreso dalla richiesta della Consob e precisando di aver sempre garantito massima trasparenza al mercato, l'ad di Fiat e Chrysler annuncia per giovedì il documento con i chiarimenti su Fabbrica Italia come chiesto dalla Commissione di vigilanza sulle società e la Borsa. Spiegherà senza svelare: È impossibile definire i dettagli degli investimenti, sito per sito, che avverranno da ora al 2014. Non è qualcosa che viene fatto dai nostri concorrenti e non può essere richiesto a Fiat in modo ossessivo per ogni sito industriale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA