«Quei politici legati ai privilegi, una presa in giro»
VIGEVANO Ha inanellato una serie di libri-denuncia che, con il collega Sergio Rizzo, hanno scandagliato i mali dell'Italia che conta. Quattro anni dopo "La Casta", Gian Antonio Stella è tornato con ad affondare lo sguardo tagliente sui politici italiani. L'ha fatto con "Licenziare i padreterni" (Rizzoli, pagg. 192), che domani sera (ore 21 alla Cavallerizza) presenterà alla Rassegna letteraria di Vigevano "Italia Italiae". Un altro libro-denuncia, dunque... Su questo tema siamo tornati una sola volta. Non l'avremmo fatto se avessero tagliato davvero i costi della politica. In quest'ultimo libro forniamo le prove che ci hanno preso in giro. Parla di costi esorbitanti Il punto non è solo l'eccesso di spesa. Ce n'è uno ancora più importante: non si toccano i vitalizi dei parlamentari e i conti che non tornano. Quando, ad esempio, per ogni euro che entra ne escono 13, in ogni ente del pianeta si arriverebbe al commissariamento. Ma i vitalizi restano intatti... Già. E se non si interviene prima sui vitalizi dei parlamentari non si possono toccare le pensioni. In sostanza: siccome l'Italia ha bisogno di riforme profonde è indispensabile che la casta tagli se stessa. Andiamo al punto Mentre il Pil pro capite calava del 4,94%, la Camera aumentava i costi del 41%, il Senato del 65% e la Presidenza della Repubblica del 62%. Con dati come questi come si fa a dire che attacchiamo la democrazia, semmai la difendiamo. Perchè diciamo: attenzione che una democrazia non può reggere se un dipendente del Senato percepisce in media 137.525 euro, mentre un componente dello staff ristretto (formato da una ventina di persone) del presidente Usa Barack Obama ne prende al massimo 118.500. Una democrazia non può tenere se il Presidente degli Stati Uniti prende 23.500 euro al mese lordi e il presidente della Provincia di Bolzano 25.600. Da ciò che sostiene la situazione è cambiata in peggio... Sì, perchè è precipitata la situazione economica del Paese. Qual è il difetto peggiore dei politici italiani? Sembrano sempre più distanti dal comune sentire dei cittadini, che non si meritano questa presa in giro. Anche perchè non è vero che in Italia ora ci sia un sentimento antipolitico, credo invece che emerga una grande domanda di politica più saggia. E dei giornali? Credo che i giornali stiano facendo discretamente il loro mestiere. Certo, ci sono cose su cui vorrei si appassionassero di più. Ad esempio il degrado dei centri storici, di monumenti, di tante città d'arte. Cosa cambierebbe dei giornali italiani? Mi piacerebbe che facessero battaglie su temi come i diritti civili, il rispetto dell'ambiente, lo spazio da dare ai giovani, la necessità di rompere vecchi schemi. Come vedono l'Italia all'estero? Sono appena tornato da alcune Università americane. E' imbarazzante, devo dire, sentirsi fare sempre la stessa domanda: "Com'è possibile che Berlusconi sia ancora al suo posto?". Per uscire dall'impasse serve coraggio o buon senso? Tutti e due: molto buon senso, ma anche un pizzico di coraggio perchè alcuni meccanismi vanno rotti. Cioè? Per prima cosa occorre subito uscire dalla logica amico-nemico. Anche democristiani e comunisti un tempo se ne davano di santa ragione, ma c'era un'idea del bene comune che andava oltre gli schieramenti. Cosa che mi pare che ora non ci sia. Riceve più attestati di stima o minacce? Più attestati di stima, perfino da parte di politici. Ma ci sono tante persone che se potessero mi taglierebbero la gola. (d. z.)