"Agrodolce", a Spazio si ride sul cibo con Batta di Zelig
PAVIA A Zelig entrava in scena con una copia della settimana enigmistica sotto braccio, uno stecchino in bocca chiedeva Uttobbene uttobene?. E' passato qualche anno, ma Claudio Batta non ha dimenticato il personaggio che lo ha reso famoso. "L'enigmista" di Zelig ritorna infatti anche nel suo ultimo spettacolo, "Agrodolce", che il comico milanese presenterà questa sera a Spaziomusica (inizio ore 22, ingresso 6 euro). Il grande pubblico ha imparato a conoscermi proprio con questo personaggio – spiega Batta – e quindi Capocenere ritornerà anche in "Agrodolce", anche se sotto le spoglie di improbabile cuoco. Lo spettacolo parla infatti di alimentazione e mette in scena tutte le contraddizioni e le abitudini degli italiani a tavola. Non siamo più quello che mangiamo, come diceva Feuerbach, ma quello che compriamo, dice Batta. "Agrodolce" vuole fare riflettere divertendo, nello stile degli spettacoli portati a Spaziomusica dal Progetto Cambiamo, che vuole ragionare su metodi alternativi di consumo anche del cibo (www.cambiamo.org). Allora Batta, che spettacolo è "Agrodolce"? Comico, si ride e ci si diverte riflettendo. Si parla di alimentazione, delle abitudini degli italiani a tavola, di ristoranti etnici e di supermercati. Con le mie battute cerco di mettere in luce alcuni problemi che stanno diventando sempre più gravi. Quali? L'obesità, sempre più preoccupante nei ragazzi. Ma anche il fatto che il 30% di quello che compriamo finisce direttamente nella spazzatura. Come è riuscito a coniugare temi così importanti con la comicità? L'idea mi è venuta leggendo il libro "La leggenda del buon cibo italiano", del giornalista Paolo Conti. Ne ho parlato con Riccardo Piferi, autore e regista dello spettacolo, e così è nato "Agrodolce". Che personaggi vedremo questa sera? Ci sarà un cuoco che spiegando la ricetta del pollo al whisky si ubriaca, parodia di uno di quegli chef televisivi che oggi imperversano su tutti i canali. Ci sarà Gesù che fa la spesa al supermercato insieme agli apostoli. E ci sarà anche Capocenere, che da parcheggiatore si è tramutato in cuoco. Che cosa mangia "l'enigmista" di Zelig? Capocenere mangia solo cose della Calabria, possibilmente fatte dalla mamma. Del ristorante etnico non ne vuole nemmeno sentire parlare. E Claudio Batta invece? Io sono un appassionato di cucina: mi piace moltissimo preparare piatti per gli amici, organizzare cene a casa mia e sperimentare ai fornelli. E' uno dei motivi che mi ha spinto a scrivere questo spettacolo. Com'è il rapporto degli italiani col cibo? Mangiare per gli italiani è una cosa sacra. Siamo l'unico popolo al mondo che parla di cibo e organizza pranzi mentre è seduto al ristorante a mangiare…. Gabriele Conta