«Non ricordo niente di quella mattina»
di Denis Artioli wVIGEVANO Non ricordo niente, non ricordo cosa è successo. Ha continuato a ripeterlo, ieri mattina, Ina Celma, 32 anni. La giovane moldava, fidanzata dell'insegnante vigevanese Marco Chiapparoli, 35 anni, ucciso mercoledì mattina nella casa che divideva con lei, ha risposto così al magistrato che le chiedeva una ricostruzione di quanto è accaduto nell'appartamento di Carisolo (Trento). E' durato due ore l'interrogatorio di garanzia davanti al sostituto procuratore Licia Scagliarini e al gip di Trento, Carlo Ancona, che ha convalidato il fermo di Ina Celma, accompagnato dall'ipotesi di reato di omicidio. Il giudice ha disposto per domani l'incidente probatorio finalizzato a valutare se le condizioni della donna siano compatibili con un regime penitenziario. Ina Celma è difesa dagli avvocati Monica Baggia e Manuela Biamonte, di Trento, inizialmente incaricate d'ufficio, ma da ieri diventate difensori di fiducia della fidanzata del giovane insegnante vigevanese. Incarico confermato personalmente dalla stessa Celma, spiegano i legali. Ieri mattina, la donna era in grado di rispondere alle domande del giudice, anche se ancora con qualche difficoltà a parlare. Un interrogatorio caratterizzato dai frequenti non ricordo niente di lei. Ina Celma non è mai stata in coma farmacologico, è sveglia dopo la sedazione da almeno 24 ore – sottolineava ieri mattina l'avvocato Manuela Biamonte, legale della giovane moldava che era fidanzata e convivente di Marco Chiapparoli –. Era sedata dopo un delicato intervento chirurgico, perché si era procurata alcune ferite. Si è svegliata, ma è ancora un po' confusa per l'effetto dei sedativi. La nostra richiesta, come avvocati difensori, è finalizzata a evitare, però, la custodia in carcere per ottenere, come misura alternativa, la permanenza di Ina Celma in un luogo di cura, anche dopo le dimissioni dall'ospedale. La giovane moldava è ricoverata e piantonata all'ospedale Santa Chiara di Trento. L'incidente probatorio, cui domani parteciperà anche il legale incaricato dalla famiglia di Marco Chiapparoli, servirà proprio a valutare il quadro psichico di Ina Celma. Non è stata ancora disposta, invece, l'autopsia sul cadavere del giovane insegnante, ma potrebbe essere eseguita entro la prima metà della settimana. Ieri mattina, i famigliari del docente vigevanese ucciso (gli zii, l'ex-sindaco Lucia Rossi e il sacerdote missionario don Gabriele Rossi, oltre a un cugino di Chiapparoli) sono stati a Trento, con l'avvocato vigevanese Enrico Zaccone, per la triste e dolorosa necessità del riconoscimento della salma. ©RIPRODUZIONE RISERVATA