Scotti, la sfida dei liberi Barbieri contro Poma
di Claudio Malvicini wPAVIA Ha raccolto un testimone pesante come la ghisa e finora l'ha portato con disinvoltura, ma domani i confronti con chi l'ha preceduta saranno inevitabili visto che se la ritroverà davanti. La sfida di domani tra Parma e Pavia sarà anche quella tra la 19enne pavese Celeste Poma, fino all'anno scorso libero della Riso Scotti, e la 18enne Linda Barbieri, che ne ha preso il posto ed è all'esordio in A1. Nelle classifiche di specialità Barbieri segue da vicino Poma visto che Linda è 16esima alla voce ricezioni perfette per set (2,71) e Celeste 13esima (3), e sono vicine anche in termini assoluti visto che Celeste è a 21 ricezioni perfette e Linda a 19. E' solo una delle voci per cui viene valutato un libero, ma è anche quella che più preoccupava Barbieri, arrivata a Pavia dalla B1. La ricezione è sempre stato il mio punto debole, ma finora non me la sono cavata male – dice la 18enne di Novi Ligure –. Devo ancora abituarmi alla maggiore velocità e potenza della serie A1 rispetto alla B, ma sono tranquilla. Non è leggera l'eredità di Celeste e prima ancora di Luna Carocci, esordiente come me in A1 quando arrivò a Pavia e ora a Villa Cortese, ma io penso solo a fare del mio meglio. Nelle prime due partite, con Villa Cortese e Bergamo, la ricezione e la difesa di Barbieri non sono bastate a evitare alla Riso Scotti due sconfitte prima del tie-break, ma le avversarie erano molto forti. Le squadre a punteggio pieno sono ben attrezzate e hanno anche delle panchine lunghe – dice Barbieri – mentre le altre sono tutte da scoprire perché piene di esordienti. Di certo per noi a Parma comincia un altro campionato visto che finora abbiamo affrontato solo la squadra che ha vinto la Coppa Italia e quella che ha vinto lo scudetto. A Parma dobbiamo fare il massimo e muovere la classifica. La Riso Scotti in questa fase deve lavorare soprattutto su se stessa: Siamo un gruppo fantastico, ma sappiamo di dover lavorare su tutto – continua il libero – perché ci alleniamo insieme da poco e dobbiamo ancora mettere a punto gli automatismi. Dobbiamo anche imparare a parlarci di più in campo. Rigorosamente in inglese, viste le tante straniere. In realtà – spiega Barbieri – Koeva parla benissimo italiano e comunica pure in serbo con la Maricic. Per il resto, tanto inglese. La partita di due settimane fa, in trasferta con Villa Cortese, è stata per quasi tutte loro quella del battesimo in A1: E' stata un'emozione giocare davanti a tutto quel pubblico – dice Barbieri –. Anche i duemila del palaRavizza per la sfida con Bergamo mi hanno colpito, ma alla seconda giornata ero già meno emozionata.