Odori molesti, il piano della raffineria Eni

SANNAZZARO Misure preventive alla raffineria Eni, per eliminare le emissioni maleodoranti dell'impianto di depurazione delle acque. E poi, una relazione tecnica sull'incendio all'impianto Vacuum nella notte del 4 ottobre: questi i punti esaminati dalla Commissione di salvaguardia ambientale, di cui fanno parte i Comuni di Sannazzaro e Ferrera. Il trattamento cosiddetto Api al depuratore - spiega il sindaco Giovanni Maggi - è apparso una soluzione tecnologicamente superata. Allora l'Eni adotterà, allo scopo di eliminare gli odori molesti che stabilmente si sentono percorrendo un tratto di strada da Sannazzaro a Pieve del Cairo, all'altezza del trattamento-acque, un nuovo sistema a tenuta stagna. In pratica, Eni ha presentato un impianto che tratterà le acque reflue della raffineria con serbatoi a tenuta stagna. La depurazione avverrà attraverso cilindri metallici chiusi ed incapsulati: l'acqua depurata uscirà alla base; i materiali maleodoranti verranno trattenuti in seno ai cilindri sigillati. Il risultato? Dice il sindaco: Un altro passo avanti nella tutela ambientale. Non più vasche depurative a cielo aperto con emissioni gassose in aria, ma un trattamento a chiusura ermetica. Da una parte le acque depurate, dall'altra, ben sigillati, i materiali maleodoranti. E l'incendio al Vacuum del 4 ottobre? Maggi conferma che la commissione dispone ora dei dettagli tecnici dell'incidente ed i veri motivi alla base dell'emergenza. Dice il sindaco: Si è trattato di un'emergenza di secondo grado, di minimo livello, secondo gli standard di valutazione interna della Raffineria. Un incendio che ha però messo fuori uso uno degli impianti di distillazione più importanti del nucleo storico del polo petrolifero.(p.c.)