L'ira dei pavesi al Mezzabarba
di Anna Ghezzi wPAVIA Dopo le raccolte firme, gli esposti, le proteste, ieri i cittadini che denunciano il degrado di Pavia, fatto di schiamazzi, vetri rotti e pozze di vomito in centro storico, hanno incontrato l'assessore alla polizia locale Marco Galandra. Che ha ascoltato, ha preso appunti insieme al comandante dei vigili Gianluca Giurato, e ha promesso. Ha promesso di fare tutto il possibile con i pochimezzi che ci sono: Partendo dal presupposto che abbiamo la metà dei vigili di dieci anni fa per controllare il territorio, ha spiegato. E che le licenze agli esercenti non si possono negare. Ma su pulizia e difficile convivenza tra movida e residenti, passerà le segnalazioni anche ai colleghi del commercio e all'Asm per i problemi di sporcizia e rifiuti. Le proposte? Reprimere ed essere presenti sul territorio, afferma Galandra. E specifica: Occorre colpire gli esercenti che vendono alcolici agli ubriachi e mostrare i muscoli. Affiancando polizia locale, polizia e carabinieri a piedi e in borghese, se ne parlerà il 28 in prefettura. Ma serve la collaborazione dei residenti, che insorgono: Abbiamo già fatto tanto. La mappatura della Pavia a disagio parte da viale Bligny: Tre locali con licenza fino alle due del mattino – tuonano due residenti che però si nascondono dietro l'anonimato –. Era uno solo fino all'anno scorso, poi nonostante esposti su esposti per 10 anni il Comune ha dato il permesso per i tavolini all'aperto anche agli altri due. I portici sono un bagno a cielo aperto, ci sono auto ovunque. Il problema è che la legge a tutelare i residenti ci sarebbe anche, ma non viene fatta rispettare. Lamentele per la scarsa pulizia in piazza Italia, via Malaspina, piazza Guicciardi: Basterebbe che Asm pulisse meglio e prima al mattino per evitare conflitti, accenna un residente. Io e Paolo Fornelli siamo nel triangolo maledetto – afferma Giovanna Lepri – vicolo san Sebastiano, piazzetta san Marino, Siro Comi. L'assessore chiede collaborazione, noi abbiamo messo i vasi con le piante in piazza, sistemato una strada piena di buche. E il Comune, cosa fa per noi?. Inorridiscono al pensiero del coprifuoco e chiedono solo più controlli, non per spegnere la città ma per limare gli eccessi delle notti brave: Abitiamo in via Paratici – spiega Debora Quaini col compagno –. C'è un bar che vende alcol a basso costo, ma non è quello il problema. Il problema è alla chiusura, a notte fonda scoppiano risse, grida in strada. Venerdì 7 abbiamo dovuto chiamare la polizia. Che è arrivata: tra le lamentele, infatti, quelle verso i vigili sono poche: Sono gli unici che rispondono, dicono i pavesi in sala Consiglio. Vomito, vetri e schiamazzi anche in Strada Nuova: Tutti siamo stati giovani – abbozza Roberto Bottiroli, che abita in via Cavagna San Giuliani –. Ma c'è un 5 per cento che crea problemi rispetto al 95 per cento che si diverte. Non è solo colpa dei ragazzi – dice Jorge Najera, via Varese –, evidentemente scuola e famiglia non riescono nel loro compito: e ci troviamo con mozziconi e bottiglie a terra, ma anche adulti distinti che abbandonano i sacchetti della differenziata davanti a case altrui: abbiamo una città bellissima e la riduciamo così. Maria Vedovelli si indigna contro i vetri lasciati a terra in una città di ciclisti e la continua apertura di locali di basso livello che abbassano il livello delle vie in cui si trovano. Le parole d'ordine rimangono quelle di sempre: più pulizia e più controlli. Anche se c'è chi vuole vietare l'alcol. ©RIPRODUZIONE RISERVATA