San Matteo, il robot sarà utilizzato anche per la diagnosi

PAVIA Il robot utilizzato in operazioni, ma anche in attività diagnostiche e terapeutiche. Sono questi gli innovativi spunti di riflessione che il docente della scuola Sant'Anna di Pisa Paolo Dario ha snocciolato nell'intervento d'apertura alla due giorni dedicata alla robotica applicata alla chirurgia generale. E' la prima volta che Pavia ospita un convegno dedicato a questa tematica – spiega Paolo Dionigi, professore nonché direttore della chirurgia generale uno al Policlinico San Matteo di Pavia – è utile per capire come applicare i robot all'ambito sanitario raggiungendo risultati ottimali nonché per intravedere gli sviluppi futuri di questa tecnologia. Il collegio cardinal Riboldi di Pavia ospiterà oggi l'ultimo giorno del convegno, che ha contato 150 iscritti e una trentina di relatori. Ieri – continua Dionigi – abbiamo avuto anche due interventi al colon-retto fatti indiretta con i robot. Oggi vedremo esempi di chirurgia robotica della tiroide, del surrene, del fegato e, come obiettivo futuro, la dottoressa Adele Sgarella del San Matteo terrà una relazione sul robot applicato alle operazioni chirurgiche alla mammella. L'uso del robot, inizialmente circoscritto alle operazioni coinvolgenti gli organi addominali, si è infatti esteso anche ad altri campi: Al San Matteo dal 2 febbraio 2010 sono ben 250 gli interventi effettuati con l'ausilio del robot – dichiara Dionigi – fra questi si contano anche operazioni di urologia, ginecologia e otorinolaringoiatria. A fine dicembre del 2009 il policlinico ha infatti sostituito il precedente robot con uno più innovativo, il "Da Vinci s", costato più di due milioni e mezzo di euro. L'arrivo della nuova strumentazione ha coinciso con l'arrivo a Pavia del professor Andrea Pietrabassa, direttore chirurgia generale due, anche se il primo robot fu attivato nel '95 da Mario Viganò, direttore dell'istituto clinica generale e dei trapianti di Pavia, nonché secondo medico ad effettuare un trapianto di cuore in Italia. Il Da Vinci S – conclude Dionigi – è più semplice da manovrare e ha due postazioni per operatori, fatto che migliora la didattica e aiuta i giovani medici. A dimostrazione che il robot non è più fantascienza, ma l'ultima frontiera della tecnologia. Veronica Pozzi