Maiocco si è ritrovato «Merito della fiducia Adesso i tiri entrano»
PAVIA La resurrezione di Federico Maiocco. L'ala alta torinese era stata ingaggiata in estate sia per la sua capacità di giocare dentro–fuori dall'area, aprendo spazi ai compagni, ma anche per le sue alte percentuali da tre punti. Maiocco, però, dopo un buon inizio con Napoli (3/7) nelle successive tre ultime gare aveva inanellato un preoccupante 1/13 e anche a Cremona contro Castelletto aveva iniziato male, con un negativo 0/5. Attorno al piemontese, però, non è mai mancata la fiducia sia di coach Baldiraghi, tanto che Federico con 34' di media è al settimo posto fra i giocatori più utilizzati, che dei compagni e negli ultimi due quarti le sue tre triple unite a contropiedi e rimbalzi sono stati decisivi. Devo ringraziare coach e compagni – dice Maiocco – nonostante non mi entrassero i tiri, mi hanno sempre fatto sentire la loro fiducia. La qualità della costruzione dei tiri è costantemente stata buona e io ero convinto che prima o poi sarei tornato a segnare. E' avvenuto nella seconda parte della partita e abbiamo vinto. Non solo per merito mio, però, perché tutta la squadra ha cercato e voluto in ogni modo la vittoria. Maiocco si toglie anche un sassolino dalla scarpa. E' vero che non mi entravano i tiri, ma ho sempre cercato di rendermi utile lavorando in difesa e dando comunque il mio impegno per la squadra. Quello che appare dalle statistiche, però, è che in difesa Pavia se la cava, subendo di media 73 punti, mentre in attacco nelle tre partite in trasferta ha realizzato circa 61 punti di media, contro gli 83 nelle due sfide giocate a Cremona. Al di là dei numeri – spiega Maiocco – conta la qualità delle partite. A Recanati abbiamo giocato male, ma sia a Napoli che a Trieste abbiamo anche disputato buone prove, solo che nei minuti finali calavamo, subendo un parziale che ci costava caro. Domenica contro Fabriano si torna a giocare al Palaravizza. Finalmente – conclude Maiocco – dopo cinque partite in trasferta sono curioso anch'io, come ha detto il nostro general manager, di vedere quanti tifosi ci saranno. Perché possono essere il sesto uomo. Guai a sottovalutare i marchigiani, a zero punti, ma che sono una squadra temibile, a partire dal mio avversario, Mario Gigena, su cui dovremo stare molto attenti, perché ha nelle mani i punti per cambiare volto alla partita. Maurizio Scorbati