Giallo in Trentino Vigevanese ucciso

di Mara Deimichei wCARISOLO (TRENTO) Una macchia sulla soglia. E la porta socchiusa tanto che è bastato toccarla perchè si aprisse. E vedere i due corpi riversi sul letto. Erano le 10.30 di ieri mattina quando un vicino di casa ha scoperto l'omicidio di Marco Chiapparoli ferito più volte alla gola. A fianco del 35enne professore vigevanese delle medie di Spiazzo, la sua promessa sposa, Ina Celma, 32 anni, moldava con passaporto romeno. Lei ora è ricoverata all'ospedale Santa Chiara di Trento. Avrebbe cercato di uccidersi tagliandosi i polsi e ferendosi anche all'addome. È stata sottoposta ad un lungo intervento chirurgico e ora non è più in pericolo di vita. Lui invece è alla camera mortuaria di Trento, in attesa della decisione del magistrato. Un omicidio e un tentato suicidio che hanno scosso la piccola comunità di Carisolo dove la coppia si era trasferita solo un mese fa da Vigevano. Avevano affittato un piccolo appartamento al numero 10 di via Brescia. Due locali indipendenti tanto che per andare dalla cucina alla camera è necessario passare dal pianerotto. Vista da fuori era una coppia perfetta o quasi. Solo domenica, in una festa con il gruppo scout, apparivano sorridenti e affiatati. Certo lei era molto apprensiva, a volte un po' agitata, ma nulla sembrava far presagire un epilogo di questo tipo. Al momento le indagini sono aperte a tutte le possibilità e non è stato preso alcun tipo di provvedimento nei confronti della donna. Che oggi sarà interrogata dal sostituto procuratore Licia Scagliarini, incaricata di coordinare le indagini dei carabinieri di Trento. Difficile pensare che ci sia stato l'intervento di una terza persona e i più forti sospetti sono rivolti verso la donna cui Marco, in Facebook, aveva dedicato una frase dolcissima: Grazie di esistere, amore mio. Ipotesi di lavoro, questa che però non impedisce ulteriori verifiche verso altre direzioni. Intanto si lavora per poter avere un quadro preciso sulle ultime ore di vita di Marco. L'ora della morte deve essere precedente alle 8 di ieri mattina. Quando il dirigente della scuola lo ha chiamato, allarmato dalla sua assenza. Ma il cellulare del docente era spento. I vicini di casa hanno raccontato ieri ai carabinieri di non aver sentito nulla. Nessun rumore particolare, ma neppure un alterco, una discussione. Gli inquirenti ipotizzano che l'omicidio si sia compiuto poco dopo il risveglio anche se i contorni della vicenda non sono chiari. Ma sull'orario e sulla modalità con cui sono state inferte le coltellate sarà il medico legale a stilare una relazione. Probabilmente Marco Chiapparoli era in piedi vicino al letto quando è stato colpito con un coltello da cucina alla gola. Diversi i colpi e i tagli, pur vicini fra loro, poi lui è caduto supino sul letto. Lei poi si sarebbe ferita (ma, lo ricordiamo, è una ricostruzione da verificare) tagliandosi i polsi e poi colpendosi all'addome e si sarebbe spostata nella stanza da letto, come dimostrerebbero le chiazze di sangue trovate in vari punti della casa . Alla fine si sarebbe sdraiata sul letto, accanto a Marco. Nessuno dei vicini ha sentito nulla e sono state quelle strane macchie e la porta aperta a spingere Moreno Cosi a controllare l'interno dell'appartamento. Ha dato subito l'allarme salvando così la vita di Ina. Il medico rianimatore, portato con l'elisoccorso, ha constatato il decesso del professore e poi si è preso cura della donna. Che era ancora cosciente. Non ricordo niente, non so niente avrebbe detto prima di essere sedata. Questa mattina dovrebbe già essere interrogata.