Sviluppo, ecco la bozza ma è scontro
di Cristiano Lozito wROMA Il governo conferma le sue divisioni nella giornata in cui la discussione sulla bozza del Decreto sviluppo avrebbe dovuto entrare nel vivo: va in scena invece il solito copione, un vertice a Palazzo Grazioli che dura appena 45 minuti in cui il ministro dell'Economia Giulio Tremonti boccia tutte le proposte del titolare delle Attività produttive, Paolo Romani, prima di abbandonare senza rilasciare dichiarazioni una riunione dai toni concitati a cui partecipava oltre al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, anche il ministro Altero Matteoli.Poco dopo inizia a circolare una bozza del decreto sviluppo e si apre il conflitto interno, con gli stessi membri del governo che contestano apertamente le poche proposte concrete. Eccole. Mutui ai precari. Nella bozza viene prevista la garanzia dello Stato per giovani coppie di sposi senza contratto di lavoro a tempo indeterminato per l'accensione del mutuo prima casa. Giorgia Meloni fa subito sapere che è roba vecchia: Nelle anticipazioni sulle bozze del decreto sviluppo - dice - vengono citati i mutui per le giovani coppie di precari. Voglio far presente che sono già attivi, grazie a un'iniziativa del ministero della gioventù. Assunzioni atenei. L'ipotesi è di inserire nel decreto l'eliminazione del vincolo di assunzione per gli atenei che spendono per il personale più del 90% delle risorse statali. Stavolta è il ministro della Pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini, a intervenire precisando che è destituito di ogni fondamento il riferimento alla possibilità per gli atenei in rosso di procedere al reclutamento di docenti associati. Perequazione Nord-Sud. La previsione è quella che agli incentivi al fotovoltaico venga applicato un correttivo perequativo a seconda delle zone climatiche. Tanto basta perché il sottosegretario alla presidenza del Consiglio e leader di Grande Sud, Gianfranco Miccichè, sulla base di quelle poche righe arrivi a ipotizzare il rischio di una caduta del governo: Gli incentivi al fotovoltaico non si toccano, tuona, prima di aggiungere che se la brava gente che sta insistendo tanto su questa ipotesi lo fa con lo scopo di fare cadere il governo, che esca alla scoperto, perché è reale il rischio che proprio su questo cada il governo. Insomma, caos totale, nell'infinita battaglia interna all'esecutivo tra i sostenitori del rigore e quelli della spesa, mentre resta senza risposta la richiesta dell'Europa e più in generale dei mercati di abbinare al risanamento economico una politica improntata alla crescita. Nella prima bozza del provvedimento in circolazione spuntano anche altre misure: lo stop alle pagelle che dal 2013 arriveranno solo via web, il pensionamento dei professori universitari ordinari anticipato da 70 a 68 anni, una polizza per far fronte alla ricostruzione delle zone colpite da calamità, il riscatto delle case degli Enti entro il 31 marzo 2012. Si discute poi la possibilità di avviare i concorsi nella pubblica amministrazione dal 2013 e di deliberare lo stato d'emergenza per le infrastrutture strategiche. Infine si prevede il silenzio-assenso per i permessi a costruire e un calo dei controlli sulle imprese per recare minore intralcio all'attività. ©RIPRODUZIONE RISERVATA