Garlasco e il processo Stasi «Meglio l'udienza pubblica»

di Anna Mangiarotti wGARLASCO Un processo d'appello a porte aperte permetterebbe a chi è interessato di assistere alle udienze direttamente in aula. E questo sarebbe importante, vista l'attenzione data dai media al delitto Poggi. Parla Gianluigi Tizzoni, avvocato della famiglia di Chiara. L'8 novembre inizierà a Milano il processo d'appello contro Alberto Stasi, 28 anni, assolto in primo grado dall'accusa di omicidio della fidanzata 26enne, morta il 13 agosto 2007. I legali della difesa hanno annunciato che non chiederanno un dibattimento pubblico. Quindi – secondo la prassi – l'appello dovrebbe svolgersi a porte chiuse come è avvenuto in primo grado. Quando si è tenuto un processo con rito abbreviato davanti al giudice dell'udienza preliminare, in camera di consiglio. L'appello contro l'assoluzione è stato chiesto dalla procura di Vigevano _ si è associata la parte civile, cioè la famiglia Poggi _ ma anche dalla procura generale di Milano che sosterrà l'accusa davanti alla Corte d'assise d'appello. Verrà chiesta la riapertura del dibattimento: il sostituto procuratore generale Laura Barbaini ha ipotizzato anche la necessità nuove perizie e nuovi accertamenti sul computer di Alberto, che rappresenta il suo alibi. Il pg Barbaini chiederà di ribaltare il verdetto, partendo dall'assenza di alibi per Alberto nella fascia oraria tra le 9,12 (ora in cui viene disinstallato l'allarme di villa Poggi) e le 9,35 del13 agosto 2007, quando Stasi accende il pc a casa sua per lavorare alla tesi di laurea. Sull'apertura delle udienze al pubblico, ci rimettiamo comunque alla decisione della Corte d'assise d'appello, ma non saremmo contrari a un dibattimento pubblico, conclude Tizzoni. Il collegio giudicante sarà presieduto da Anna Conforti, giudice a latere Franco Tucci. Sono stati scelti i sei giudici popolari (con due riserve) che completeranno il collegio, incaricato di confermare o ribaltare la sentenza di primo grado, emessa dal Gup di Vigevano Stefano Vitelli con formula dubitativa. Alberto Stasi sarà rappresentato dallo stesso pool di legali: il professor Angelo Giarda, gli avvocati Giuseppe e Giulio Colli. La famiglia di Chiara _ il padre di Giuseppe, la madre Rita, il fratello Marco _ sarà presente ad ogni udienza. Affronteremo questa nuova fase processuale con la massima determinazione _ ha dichiarato l'avvocato Tizzoni _ convinti che la Corte d'assise d'appello, organo collegiale e specializzato nel valutare i reati di omicidio, sarà la sede più idonea per accertare la verità. A quattro anni dall'omicidio, ancora non si sa chi abbia ucciso Chiara: Che il nuovo processo sia pubblico oppure no, per noi fa poca differenza _ dice la mamma di Chiara, Rita Poggi - per noi è importante solo che questa volta si arrivi alla verità sulla morte di nostra figlia. Intanto, Alberto vive con molto nervosismo la vigilia di questo nuovo appuntamento con un processo, dicono i suoi legali. Non sarà del tutto sereno finché questa vicenda non sarà definitivamente conclusa. Anche se sapendo di essere innocente non ha dubbi su una nuova assoluzione. Se Alberto è nervoso, dice Tizzoni, noi invece siamo tranquillissimi abbiamo molta fiducia in una riapertura del dibattimento, che sosteniamo con argomenti concreti. Fra l'altro, l'esame approfondito su un capello biondo- castano, lungo 1, 2 centimetri, trovato nella mano sinistra del cadavere di Chiara. E l'analisi della bici nera da donna della famiglia Stasi, mai presa in considerazione, anche se una vicina dei Poggi da sempre dice di averne vista una simile davanti alla villa del delitto, la mattina di quel 13 agosto.