Maroni: «Ci aspetta un autunno caldo»

di Annalisa D'Aprile wROMA Daspo esteso anche alle manifestazioni di piazza, arresto in flagranza differita per i violenti individuati con l'aiuto dei filmati, fermi preventivi, uno specifico reato associativo per chi esercita violenza aggravata nei cortei. Sono alcune delle misure allo studio del governo che dopo gli atti di terrorismo urbano che il 15 ottobre scorso hanno devastato piazza San Giovanni e scosso l'intera Capitale, ora si trova a dover fronteggiare l'arrivo di un nuovo autunno caldo. Queste le parole pronunciate dal ministro dell'interno Roberto Maroni che ieri, nell'aula del Senato, ha fornito la ricostruzione del Viminale della giornata di guerriglia e, soprattutto, ha annunciato il pacchetto sicurezza in preparazione. Un testo che Maroni ha intenzione di far arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri in tempi brevi e sul quale si aspetta un approccio responsabile da parte di tutte le forze politiche. Oltre all'arresto in flagranza differita e al Daspo (il divieto per i soggetti considerati pericolosi di accedere alle manifestazioni sportive) per le piazze, i provvedimenti prevedono anche maggiori tutele giuridiche per gli uomini delle forze dell'ordine. Per il ministro sono necessarie delle misure legislative che consentano alle forze dell'ordine efficaci azioni di prevenzione per evitare che le violenze vengano attuate. Sugli scontri di sabato scorso Maroni ha riferito che c'era l'intenzione di assaltare la Camera e il Senato, come c'era la volontà di ricreare l'incidente avvenuto a Genova (riferendosi alla morte di Carlo Giuliani, al G8 nel 2001, ndr). Ma le vere novità delle norme annunciate dal capo del Viminale sono: il fermo e l'arresto obbligatorio per chi viene scoperto in possesso di un "kit" da guerriglia urbana prima di un corteo; aggravanti speciali per i reati commessi nel corso delle proteste di piazza; ed anche una sorta di fideiussione per manifestare. Cioè gli organizzatori dei cortei dovranno garantire di poter far fronte economicamente alla riparazione di eventuali danni fatti dai manifestanti. Il ministro ha anche chiesto e ottenuto dal dicastero dell'Economia fondi per 60 milioni di euro per la gestione dell'ordine pubblico: 30 milioni saranno stanziati subito e altri 30 entro la fine del 2011. Nessuna legge Reale bis dunque, ma solo norme specifiche che trovano l'appoggio del ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma. Intanto, la possibilità che l'inedita forma di terrorismo urbano che ha colpito Roma si ripeta domenica prossima, 23 ottobre, in Valle di Susa (Torino), per la protesta annunciata dai No Tav (il movimento contro la Torino-Lione intende tagliare le reti del cantiere di Chiomonte), esiste ed è concreta. Maroni ha invitato il questore di Torino a prendere tutte le misure adeguate per evitare manifestazioni di violenza. Proprio per il rischio scontri, il coordinamento Pd delle Valli di Susa ha annunciato che non parteciperà alla protesta. Infine, l'informativa del Viminale sugli incidenti di Roma si è soffermata sulla provenienza di quei tremila delinquenti incappucciati che si sono infiltrati nel corteo pacifico. La nuova emergenza di ordine pubblico manifestata sabato ha la sua principale fonte nell'area anarchica, largamente diffusa in Italia - ha detto Maroni - Tra i violenti c'erano i romani del centro sociale Acrobax, i Rash (Red anarchist skinheads), i Fedayn della Roma, i disoccupati organizzati napoletani. E le componenti che si rifanno all'area marxista-leninista, come Gramigna di Padova, Askatasuna di Torino, i Carc, i Corsari di Milano. Dunque, le informazioni sul movimento dei violenti c'erano tutte, ma le norme di legge attuali non consentivano di procedere a fermi e arresti di chi è solo sospettato di volere partecipare a violenze di piazza. ©RIPRODUZIONE RISERVATA