Senza Titolo

MORTARA La lastra del tetto si era rotta e Francesco Del Castro, 45 anni, di Bergamo, era morto cadendo da sette metri e mezzo di altezza. Per l'infortunio avvenuto il 18 novembre 2009 in un capannone del metanodotto Snam, il pm Marcello Maresca ha chiesto il rinvio a giudizio di sei persone. Sono Stefano Montimurro, di Torino, capocantiere della ditta Essea3 di Baviano di Cavenago (per cui Del Castro lavorava), Gianluigi Tiralongo e il padre Sebastiano, entrambi di Bergamo, rispettivamente direttore tecnico e amministratore della Essea3. Poi Mario Coppi, di Castellania, professionista esterno coordinatore tecnico, Marco Mazzucco, di Milano, procuratore speciale della ditta Riva e Mariani, cui erano affidati lavori in subappalto, e Pierfrancesco Gatti, di Serravalle Scrivia, procuratore speciale dell'impresa Tre Colli. Nell'udienza davanti al Gup del tribunale di Vigevano, Carlo Pasta, i difensori degli imputati hanno sostenuto che le misure di sicurezza erano state osservate. Il piano di sicurezza era adeguato – afferma l'avvocato Maurizio Sorisi, difensore di Montimurro e Tiralongo –. Il lavoratore era assicurato con il gancio arrotolatore e non è esatto dire che stavano smaltendo lastre di amianto: gli operai stavano sistemando dei paletti di delimitazione. I parenti dell'operaio deceduto erano rappresentati dall'avvocato Fabio Santopietro. Ma il danno è stato risarcito, concludono i difensori degli imputati. La decisione del giudice è prevista per il 28 ottobre.(l.g.)