Poste caos, niente pensione agli statali

di Giovanni Scarpa wPAVIA Poste di nuovo in tilt per un guasto al sistema informatico. L'ennesima giornata di passione è iniziata subito, alle 8.25, poco dopo l'apertura degli uffici. I computer non ne hanno voluto sapere di funzionare. E subito sono stati avvisati i primi clienti che già avevano preso il numero agli sportelli. I disagi maggiori li hanno subiti i pensionati del pubblico impiego. Per i 22 mila ex dipendenti pubblici, ieri, era giorno di pagamento. Anzi, per la precisione, il ritiro dei soldi era il 15, cioè sabato. Molti lo avevano già fatto, ma molti altri sono andati proprio ieri. Secondo la Cisl, sono stati all'incirca un migliaio i pensionati che ieri hanno dovuto rinunciare o tornare verso le 12.30, quando i computer hanno ricominciato a funzionare. Il guasto non si è verificato solo a Pavia. Il black-out c'è stato un po' dappertutto a macchia di leopardo. Problemi sono stati segnalati infatti anche nell'hinterland. Il blocco ha interessato comunque varie zone in tutta Italia. Solo in tarda mattinata il servizio è ripreso con regolarità. Ma la maggior parte della gente ci aveva ormai rinunciato, anche perchè nessuno ha saputo indicare con esattezza quanto tempo ci sarebbe voluto per riavviare il sistema. Bloccate non solo le pensioni, ma anche tutte le altre operazioni allo sportello: dalle raccomandate al pagamento dei bolletini. Pochissimi i servizi in funzione (come il tnt, cioè la tracciatura delle raccomandate e la vendita di prodotti postali) visto che ormai tutto passa attraverso la rete. Lo stesso disservizio si era verificato nel giugno scorso. Ma era andata peggio, visto che il sistema si era bloccato proprio i primi del mese quando cioè viene pagata la maggior parte delle pensioni. Il 2011 può considerarsi a buon ragione l'anno nero per il sistema informatico delle Poste. Si ricordano, infatti, almeno altri tre episodi oltre a quello di ieri e di inizio giugno. Qualche giorno dopo, sempre a giugno il black-out si era ripetuto e questa volta nell'orario di massimo affollamento, cioè alle 12.30. Tutto in tilt, tutti furibondi perchè molti erano in coda da tempo con bollette in scadenza e tasse. Dopo un'ora il guasto era stato riparato. Ad agosto, nuovo stand-by. Anche in questo caso numerosi disagi. E per due motivi. Era fine agosto ed era un sabato mattina. Molte persone, di ritorno dalle vacanze, si erano recate negli uffici per pagare bollette o prelevare contanti, ma ci avevano dovuto rinunciare. Poste italiane fanno sapere che si è trattato di un guasto temporaneo che ha riguardato a macchia di leopardo tutta Italia, ma è durato poche ore e ce ne scusiamo comunque con i clienti. Ma i sindacati attaccano l'azienda per questo ennesimo disservizio. Dal 3 ottobre e fino a fine mese è in atto lo sciopero degli straordinari – fa sapere Maurizio Dassù (Cisl) –. Oggi ci troviamo a San Donato per studiare ulteriori forme di protesta. Non è possibile che quando sbagli a un portalettere scatta subito un provvedimento, mentre i dirigenti la passano sempre liscia. Giacomo De Lorentis della Cgil, denuncia, sempre ieri, un altro disagio patito questa volta dagli impiegati di viale Brambilla: Qui si attacca alle due di notte. Ebbene, hanno lavorato senza riscaldamento perchè non funzionava. ©RIPRODUZIONE RISERVATA