«Cento negozi chiusi entro la fine del 2012» Allarme occupazione

di Stefano Romano wPAVIA Diminuiscono i consumi, aumentano i debiti dei commercianti con le banche e le finanziarie: Il settore è in fortissima sofferenza e per l'anno prossimo prevediamo la chiusura di 100 negozi a Pavia con la perdita di almeno 200 posti di lavoro. L'allarme arriva da Confesercenti che, l'altro giorno, ha incontrato il sindaco Alessandro Cattaneo per chiedere interventi di sostegno al commercio in città. Insieme al sindaco, hanno partecipato all'incontro con Confesercenti l'assessore al commercio Sandro Bruni, quello alla viabilità Antonio Bobbio Pallavicini e il vice sindaco e assessore alla cultura Gian Marco Centinaio. I dati che riguardano Pavia nel dossier dell'ufficio studi di Confesercenti sono preoccupanti – spiega il responsabile pavese dell'associazione Romeo Iurilli –. Ad agosto, nella sola città di Pavia, i consumi sono calati dello 0.3 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Le famiglie che affrontano una crisi iniziata alla fine del 2008 hanno dovuto intaccare i risparmi per mantenere un tenore di vita equivalente al periodo precedente la crisi: i risparmi, così, sono diminuiti del 12 per cento. Parallelamente alla diminuzione del potere di acquisto delle famiglie corre l'aumento delle spese per i commercianti: Il nostro ufficio studi ha calcolato un aumento del 5 per cento dell'indebitamento dei commercianti pavesi nei confronti di banche e istituti finanziari – conferma Iurilli –. Il rischio, se non si inverte il trend, è che crescano anche le sofferenze e quindi diventi sempre più difficile avere accesso al credito, strumento indispensabile per il funzionamento del settore commerciale. A questi dati generali si deve aggiungere il problema locale della vendita di merce contraffatta che, secondo i nostri dati, è aumentata in un anno del 6 per cento. Regge, tra mille difficoltà, soltanto il comparto alimentare, mentre tutti gli altri settori soffrono. Per averne conferma basta citare un dato che riguarda il settore dell'abbigliamento: il 50 per cento dei negozi aperti nel 2007 ha cessato l'attività nel 2010. Confesercenti chiede all'amministrazione di agire su due fronti: promozione del commercio in città (un modo per dire che bisogna aiutare i negozianti e non favorire la grande e media distribuzione), e agevolare la categoria del commercio. Come? Lo strumento di promozione esiste ed è il distretto del commercio – conclude il responsabile Confesercenti –. Ma il distretto deve essere molto più operativo di quanto non sia ora. Poi serve una politica più aperta sui posteggi, partendo ad esempio dal taglio delle tariffe in vista di Natale.