Settanta feriti, tre gravi Danni a banche e chiese
ROMA Nell'inferno di Roma sono settanta le persone che restano ferite, tre di queste in modo grave. Un militante romano di Sinistra e libertà, 52 anni, perde due dita per l'esplosione di un petardo. Un ragazzo di 24 anni rischia di perdere un occhio. Un carabiniere, durante gli scontri, viene colpito da infarto. Quarantacinque persone vengono trasportate negli ospedali della capitale, altre 25 vengono medicate nel punto di primo soccorso montato nell'area di San Giovanni: hanno escoriazioni, contusioni, piccole lesioni. Almeno venti sono gli esponenti delle forze dell'ordine. All'ospedale San Camillo si registrano momenti di tensione, all'arrivo dei feriti, tra i medici del pronto soccorso e gli agenti delle Volanti che accompagnano le ambulanze e chiedono di identificare le persone prima del ricovero: i sanitari protestano: la priorità è prestare assistenza a chi sta male e necessita di un intervento immediato. In via Labicana si sfiora il dramma. Un generale in pensione che vive in un'abitazione privata annessa a un ex deposito militare dato alle fiamme - denuncia il ministro della Difesa Ignazio La Russa - rischia di morire nel rogo: Si è salvato solo perché dei vicini lo hanno aiutato a fuggire assieme alla moglie dalla finestra con una scala. Per la città ferita al cuore è un giorno di devastazioni. Nel centro di Roma almeno sei auto bruciano, decine e decine di cassonetti vengono rovesciati e incendiati per essere usati come barricate, banche e negozi vengono assaltati, a partire dal piccolo supermercato preso di mira in via Cavour, dove viene sfondata la porta per rubare cibo e alcolici, fino al supermercato di piazza Re Di Roma, a poche centinaia di metri da San Giovanni, che viene saccheggiato. In via Labicana una bomba carta viene lanciata contro la sede di un centro di rifornimento di Commissariato, che si incendia: il tetto crolla. Dalle stazioni di servizio alle agenzie di lavoro interinale, la violenza si abbatte su tutto. Nulla viene risparmiato, neppure i simboli religiosi: se i musei del centro vengono chiusi su indicazione del ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan, le chiese restano aperte e diventano un bersaglio. Nella parrocchia di San Marcellino e Pietro, tra via Labicana e via Merulana giovani incappucciati distruggono la sala catechismo, poi rubano la statua della Madonna di Lourdes e un crocefisso e in strada li fanno a pezzi. In piazza Tuscolo viene distrutta la sezione del Pdl. In piazza San Giovanni messa a ferro e fuoco i residenti sono in lacrime: Roma mia, che t'hanno fatto piange un pensionato. L'Agenzia della Mobilità denuncia danni gravi ai sistemi di videosorveglianza nelle stazioni metro di Termini e Anagnina, mentre con il centro bloccato vengono perse 1500 corse degli autobus. (m.r.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA