Anche i cavalli aumentano ma soltanto "in pensione"
PAVIA Il numero di cavalli censiti in provincia di Pavia è raddoppiato nell'ultimo decennio. L'altra faccia della medaglia, però, è il drastico calo dei cavalli da trotto, settore che sta attraversando una profonda crisi in Italia, e anche a Pavia e provincia. Se ne deduce che l'aumento dai 960 capi del 2000 ai 1.800 capi del 2010 sia stato determinato dall'improvviso desiderio di privati di acquistare un cavallo per le passeggiate domenicali. I fratelli Andrea ed Emanuele Re gestiscono un allevamento di cavalli da trotto alla cascina Rottino, lungo il Ticino. Prendiamo atto che il censimento generale dell'agricoltura assegna a Pavia e provincia un raddoppio di equini, ma ritengo che si tratti di acquisti da parte di privati che s'interessano al mondo dell'equitazione – spiega Andrea Re – Da parte nostra, stiamo registrando un calo d'interesse verso il settore del trotto: in pochi anni abbiamo dimezzato il numero dei nostri capi e oggi abbiamo solamente 40 fra fattrici e puledri. Il numero raddoppiato degli equini in provincia di Pavia può essere determinato dall'aumento di appassionati che acquistano per la prima volta o incrementano il numero di cavalli per una cavalcata in campagna nei giorni festivi. Gli allevamenti dei cavalli da trotto e anche i maneggi stanno attraversando una fase non certo agevole. Lo conferma Antonio Giglio, titolare di un allevamento a Casei Gerola. Il numero dei puledri da trotto a livello nazionale si è praticamente dimezzato nell'arco di quattro anni: da 6mila nel 2006 a 3.300 nel 2010 – spiega l'allevatore oltrepadano – L'aumento fatto registrare dal censimento generale dell'agricoltura mi suona quantomeno curioso: credo che, a prima vista, si tratti di persone che vogliono avvicinarsi al mondo dell'equitazione per provare l'ebbrezza della gita fuori porta in sella a un cavallo. Del resto, anche i maneggi non se la stanno passando molto bene di questi tempi. Questo non è il momento più opportuno per aprire un maneggio: al momento le scuole di equitazione sono in crisi soprattutto se nel redditometro non cambierà qualcosa riguardo il cavallo. Si presuppone che chi mantiene un cavallo in pensione debba dichiarare un reddito annuo di 42mila euro: questo sembra un buon deterrente per chi aveva intenzione di acquistare un cavallo e mantenerlo in maneggio. Malgrado questo, il numero dei cavalli in provincia di Pavia appare in evidente aumento, a detta dei primi dati forniti dall'Istat: secondo gli esperti, ha fatto la differenza la volontà dei singoli cittadini di acquistare un cavallo per rendere più suggestiva la domenicale gita fuori porta. (u.d.a.)