Napolitano: il premier trovi la soluzione

di Maria Berlinguer wROMA Tocca al presidente del Consiglio indicare una risposta credibile e dimostrare di avere la forza di andare avanti. Giorgio Napolitano affida a due note ufficiali la foto di una situazione che segnala le tensioni sempre più acute all'interno della maggioranza. Documenti ufficiali da cui però trapela disapprovazione e disagio rispetto ai comportamenti di Palazzo Chigi. Il giorno dopo l'incidente della bocciatura dell'articolo 1 del rendiconto della Stato a Montecitorio, il capo dello Stato segue con grande preoccupazione il precipitare degli eventi. Non ha intenzione di farsi tirare per la giacca da nessuno ma in punta di penna fa capire che vigila e disapprova. Il capo dello Stato rivendica di aver finora sempre preso imparzialmente atto della convinzione espressa dal governo e dai rappresentanti dei gruppi parlamentari che lo sostengono circa la solidità della maggioranza ma non nasconde che ormai la situazione presenta interrogativi e preoccupazioni i cui riflessi istituzionali non possono sfuggire. E ai soggetti che ne sono costituzionalmente responsabili, presidente del Consiglio e Parlamento, spetta dare una risposta credibile per capire se la maggioranza è in grado di operare. La nota del Quirinale è diffusa in mattinata, poche ore prima che dalla capogruppo della Camera arrivi la conferma che oggi Silvio Berlusconi farà le sue comunicazioni sulla situazione in Parlamento e su quelle chiederà la fiducia. Il governo avrebbe voluto anticipare a ieri le comunicazioni del premier. Ma la capogruppo riunita da Gianfranco Fini decide diversamente. La Lega passa all'attacco del presidente della Camera accusato di essere uscito dal suo ruolo istituzionale e di aver espresso una valutazione politica. Fini, su invito delle opposizioni, chiede a Napolitano di essere ricevuto per spiegare al presidente, vista la situazione di caos della maggioranza, come sia divenuto difficile garantire il normale andamento dei lavori parlamentari. In particolare Fini illustra a Napolitano le ragioni dell'opposizione secondo cui non è possibile procedere alle comunicazioni del presidente del Consiglio dopo la bocciatura dell'articolo uno del rendiconto del 2010. Se il presidente Gianfranco Fini, tra l'altro non invitato, intende davvero salire al Quirinale allora lo dovrà fare solo per rassegnare le sue dimissioni visto il suo ruolo manifestamente politico e ormai da tempo non più super partes, tuona il ministro leghista Roberto Calderoli. Ma Napolitano è di tutt'altro avviso. E anzi ringrazia Gianfrano Fini per averlo messo al corrente della situazione. Esigenza non avvertita da Berlusconi nè martedì, giorno della clamorosa bocciatura del suo governo, nè il giorno dopo. Una dimenticanza che sfiora lo strappo istituzionale, almeno una maleducazione oltre le righe. Il presidente della Repubblica ha ricevuto il presidente della Camera, Gianfranco Fini che ha ringraziato per averlo messo al corrente delle ragioni che ad avviso dei presidenti dei gruppi parlamentari di opposizione rendono politicamente complesso il superamento della situazione determinatasi a seguito del voto contrario all'art. 1 del rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato, recita la nota del Colle. Il Capo dello Stato ha espresso anche a Fini la convinzione che tocchi al premier indicare come condurre alla dovuta approvazione da parte del Parlamento il rendiconto. Sulla sostenibilità di tale soluzione sono competenti a pronunciarsi le Camere e i loro presidenti, ricorda il Quirinale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA