Sarah, troppa emotività «Trasferite il processo»

di Fiammetta Cupellaro wROMA Troppa emotività ambientale a Taranto, un'emotività in grado di alterare le prove. Per il sostituto procuratore generale della Cassazione, Gabriele Mazzotta, il processo per il delitto della quindicenne Sarah Scazzi si deve celebrare a Potenza, invece che nella città dove è stato commesso il reato. La procura ha accolto così la richiesta presentata dai legali di Sabrina Misseri, accusata insieme alla madre Cosima Serrano di omicidio volontario, sequestro di persona e occultamento di cadavere. I giudici della Prima sezione penale della Cassazione hanno già preso una decisione, ma è stata subito secretata dal presidente del collegio, Severo Chieffi, e verrà resa nota solo oggi. Spesso i supremi giudici rendono note le loro decisioni, prese in udienze svoltesi in camera di consiglio soltanto il giorno dopo. Per i difensori di Sabrina questo parere della procura è comunque un successo. Gli avvocati Franco Coppi e Nicola Marseglia hanno ricordato che dal 1989, anno di entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale la procura della Suprema Corte, non ha mai chiesto di spostare una sede processuale. Per Sarah invece è accaduto e la decisione è dovuta al clima che dal 26 agosto 2010 è piombato su Avetrana, il paese dove vivevano sia la vittima che le persone accusate del suo omicidio. Dal giorno della sua scomparsa, ma soprattutto dal 5 ottobre quando lo zio confessò il delitto facendo ritrovare il cadavere della nipotina, in questo paese, dove in molti sono parenti tra loro oppure si conoscono dall'infanzia, la tensione è sempre più alta al punto che preoccupa anche i magistrati della Suprema Corte. Molti gli episodi che hanno portato a questa decisione. Testimoni dell'inchiesta ripresi dalle telecamere mentre partecipano a manifestazioni contro le persone arrestate o indiziate, episodi di intimidazione nei confronti di Michele Misseri costretto ormai da mesi a vivere barricato in casa e nei confronti della moglie Cosima insultata e minacciata dai compaesani al momento dell'arresto. In quel caso, si era sfiorato perfino il linciaggio. Chiare le parole del procuratore generale Mazzotta. L'articolo che regolamenta la rimessione – ha detto nella requisitoria – deve avere una interpretazione restrittiva, però in questo caso una serie di indicatori consentono di individuare una emotività ambientale tale da contribuire alla alterazione dell'acquisizione della prova. E se oggi si conoscerà la sentenza sul trasferimento a Potenza, il 18 novembre è stata fissata l'udienza sempre in Cassazione, questa volta davanti alla Quinta sezione penale, per la discussione di un altro ricorso presentato dai legali di Sabrina: quello contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Fino adesso il lavoro della procura di Taranto è stato molto criticato da parte dei supremi giudici che per quanto riguarda l'accusa di omicidio volontario e di sequestro di persona avevano parlato addirittura di indizi insussistenti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA