Contromano in tangenziale Segnaletica scarsa, vinto ricorso

di Marianna Bruschi wSAN MARTINO SICCOMARIO Aveva imboccato la tangenziale ovest di Pavia contromano. Veniva da Cava, e al bivio per San Martino si è infilato nella corsia opposta e ha proseguito per alcuni metri. Fermato dalla polizia stradale gli è stata revocata la patente. Ma l'automobilista era sicuro delle sue capacità al volante, ed era altrettanto sicuro di non aver visto una segnaletica chiara. E si è rivolto a un avvocato. Che ha presentato ricorso e ha vinto. Le parole del giudice di pace di Pavia, Giuseppe Casale, spiegano perché: In quel tratto la segnaletica è insufficiente, se non proprio fuorviante. All'inizio nemmeno l'avvocato Roberto Fischetti era convinto, era dubbioso perché la guida contromano mette a repentaglio la vita di altre persone. Poi ha visto la tangenziale. Il mio cliente sosteneva di avere ragione – spiega l'avvocato milanese – non capiva come avesse potuto entrare in tangenziale. Mi ha ripetuto più volte di essere un guidatore esperto, di aver guidato in tutta Europa. Così sono iniziate le ricerche su quel tratto di strada, gli episodi in "archivio" non mancano, i tanti precedenti hanno convinto a partire con il ricorso. Il fatto risale all'8 maggio scorso. L'automobilista si era accorto dopo pochi metri dell'errore e si era spostato sulla corsia d'emergenza. Lì era stato fermato dalla polizia stradale. L'avvocato ha aspettato che arrivasse al suo cliente la revoca della patente. Ho fatto ricorso all'ordinanza prefettizia – spiega Fischetti – non al verbale della polizia. E ci siamo presentati davanti al giudice di pace. L'errore di cui è stato vittima il mio cliente non è altro che l'ennesimo errore in cui tanti automobilisti continuano da anni a cadere – ha scritto l'avvocato nel ricorso – perché una volta salito il cavalcavia della tangenziale di Pavia in località San Martino Siccomario è quasi impossibile non sbagliare l'ingresso della tangenziale e imboccarla contromano. Colpa della segnaletica, insomma. La prefettura ha portato prove opposte, sottolineando che prescrizioni e segnaletica stradale sono perfettamente comprensibili. Ma il giudice di pace di Pavia non si è espresso in questa direzione. E ha dato ragione all'automobilista, che ha sufficientemente documentato che in quel tratto di strada la segnaletica è insufficiente, se non proprio fuorviante. Anche il giudice sapeva che molti automobilisti erano incorsi nello stesso errore – spiega l'avvocato Fischetti – per questo ha revocato il verbale ella polizia stradale e l'ordinanza prefettizia che revoca la patente al mio cliente. Ora che un giudice ha stabilito che la segnaletica non basta e che il rischio è che altri automobilisti possano commettere lo stesso errore, si dovrà intervenire.