La protesta davanti alla Curia

di Simona Bombonato wVIGEVANO In alcuni momenti è sembrato di assistere a una delle tante scene di protesta improvvisate davanti al Parlamento. Al posto delle auto blu dei politici in uscita da Montecitorio, le auto con a bordo sacerdoti ed esponenti della Curia: finestrini sigillati e via dritti senza fermarsi davanti al presidio del Comitato per Lomello che stava protestando contro la Cre, e che a ogni movimento sul portone alternava applausi a uscite sul genere Bravi, ben fatto. Il gazebo ha voluto ribadite il no dei 2400 abitanti di Lomello all'impianto di trattamento fanghi della Cre, progetto che - secondo il Comitato - la Curia avrebbe potuto osteggiare opponendosi al passaggio dei mezzi della ditta sui terreni di sua proprietà. Su quei terreni c'è una servitù agricola, hanno ripetuto riuniti sotto le finestre del vescovado per quattro ore dalle dieci del mattino. Aspettavano il vescovo Vincenzo Di Mauro che, trovandosi fuori sede, ha invece affidato a una nota ufficiale ogni commento in merito. La Curia avrebbe potuto dire "no, di qui non passi" – ha preso la parola la portavoce Katia Martinez – Eravamo disposti ad accollarci le spese di un eventuale ricorso che avrebbe dovuto sostenere contro la ditta e invece non si è opposta. Abbiamo ottenuto il primo appuntamento in vescovado il 28 aprile, lì per lì ci avevano tranquillizzati, poi sono stati sei mesi di mail, chiamate e altri incontri che non sono serviti a nulla. E dall'altra parte, hanno incalzato altri, la Cre fa la voce grossa con il paese che sa aver tutto contro, dicendo che è pronta alle denunce perchè fermare l'impianto significherebbe una perdita secca di 50mila euro al giorno. Abbiamo il terrore di trovarci tra capo e collo un business dei rifiuti colossale. Ci andrà di mezzo la nostra salute e tutte le attività sul territorio, a partire dall'immobiliare e dall'edilizia. Una dozzina i manifestanti in via Roma, con un gruppetto impegnato a distribuire 500 volantini in piazza Ducale. Tra i passanti c'è stato chi ha sentito di condividere la stessa causa e si è fermato, come un signore di Sannazzaro da sempre contrario alla discarica di cemento amianto a Ferrera. Davanti al presidio uno striscione ha ribadito: "Uniti vinceremo! La nostra salute non ha prezzo". E poi un paio di cartelloni a tema: "Signore, perdonali perchè forse non sanno quello che fanno". Compatti, i cittadini di Lomello, nel sostenere la posizione del comitato. Su questo tema – ha sottolineato Loris Arte – il Comune non ha fatto granchè per informarci. Prima dell'arrivo della Cre non era stato avvertito nessuno. C'era stata solo una conferenza pubblica, ma pubblicizzata molto poco. A protestare, nonne preoccupate per il futuro dei nipoti e molte mamme, ma anche ragazzi e pensionati. Sono qui perchè ho tre figli, ha precisato Daniela Dolrezia. Della stessa opinione Patrizia Berti: In un chilometro quadrato ci sono già tre impianti inquinanti, ce ne rendiamo conto?. I componenti del comitato sono decisi ad andare avanti. La Cre – si legge nel volantino diffuso ieri – ha avuto permessi di ogni genere da tutte le autorità e ha stipulato con la curia di Vigevano la permuta di un terreno "scomodo" con uno vicino alla provinciale, ma ha commesso un errore. Il suo terreno ha accesso alla strada solo attraverso una servitù di passaggio su un piccolo terreno ad uso esclusivamente agricolo. (ha collaborato Andrea Ballone)