Impennata della produzione industriale
ROMA La produzione industriale ad agosto ha messo a segno una crescita record, con un aumento su luglio pari al 4,3%. Un rialzo così non si registrava dal 2000, anno in cui sono iniziate le serie storiche. Il balzo è arrivato a sorpresa, visto che gli analisti prevedevano un lievissimo incremento su base mensile, dopo tre cali consecutivi. E anche a confronto con agosto dello scorso anno il rialzo ha superato le attese, con un +4,7%, il miglior risultato tendenziale da quando è cominciato l'anno. Insomma, dai dati Istat sembrerebbe che tante aziende hanno rinunciato alle ferie di agosto e hanno continuato a lavorare, magari cercando di non aggiungere le pause vacanza ai blocchi causati dalla contrazione della domanda. Ma il dato di agosto va sempre preso con le pinze perché si tratta di un mese che risente della stagionalità, quindi spesso soggetto a revisioni. D'altra parte i volumi di prodotto sono più contenuti rispetto al resto dell'anno e di conseguenza basta poco a provocare sensibili riduzioni o rialzi. Anche da Francia e Germania sono arrivate, nonostante aspettative negative, dati postivi: sempre ad agosto la produzione transalpina è salita e le esportazioni tedesche sono tornate a crescere. Vista la volatilità di agosto potrebbe essere poco prudente parlare di un'inversione di tendenza vera e propria, ma di certo si tratta di cifre molto diverse da quelle dei mesi precedenti. Luglio, malgrado la correzione al rialzo, è stato un mese completamente negativo e segni meno non hanno risparmiato giugno e maggio. Quindi, è grazie all'ultimo exploit che risultano positivi sia il trimestre giugno-agosto (+0,7% su base congiunturale) sia i primi otto mesi del 2011 (+1,7% in termini tendenziali). Guardando ai diversi settori economici la spinta ad agosto è arrivata sopratutto dai comparti dei macchinari (+12,9%), della metallurgia (+16,8%) e degli autoveicoli (+31,7%). Ha sofferto, invece, il tessile (-10,1%). Il governo commenta con soddisfazione i dati dell'Istat: il titolare dello Sviluppo economico, Paolo Romani, parla di un segnale incoraggiante. Sulla stessa linea il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi: Il dato ci dice che l'economia italiana si muove. Sul fronte sindacale la Cgil invita a non illudersi e stima un aumento del ricorso alla cassa integrazione per settembre; la Csil tira un sospiro di sollievo ma suggerisce alle istituzioni di dare sostegno al settore industriale.