«Coraggio e fermezza per crescere»

ROMA Un piano in tre punti che preveda bilancio pubblico solido ed economia competitiva, un vero impegno politico e un' Europa più forte, attraverso la creazione di una vera Unione politica. Questi i contenuti di una lettera-appello, pubblicata su alcuni giornali europei e firmata dai presidenti delle tre confederazioni industriali più importati d'Europa, Emma Marcegaglia di Confindustria, Hans-Peter Keitel della tedesca Bid e Laurence Parisot della francese Medef. Nella lettera vengono chiesti interventi che impongono coraggio e fermezza perché il loro successo dipende proprio dalla determinazione con la quale ciascuno dei paesi coinvolti si impegnerà nell'adottare e concretizzare senza vacillare e senza esitare questi provvedimenti a tutto campo. I tre presidenti assicurano il loro impegno a favore di una più profonda integrazione europea che è la chiave che ha consentito alle imprese di aumentare la loro competitività nell'arena globale, garantendo quindi ai cittadini dell'unione standard di vita superiori e posti di lavoro migliori. Occorrono bilanci pubblici solidi ed economie competitive, è scritto al primo punto della lettera, con l'obiettivo di ricreare fiducia da parte dei mercati finanziari. Richiede - viene spiegato - una rete finanziaria di sicurezza ed anche passi avanti nella governance economica. Il compito - è scritto - è garantire che l'Unione Europea costruisca un contesto normativo proficuo per avere bilanci pubblici solidi e un'economia competitiva. Per questo serve - ed è il secondo punto - un vero impegno politico che passi attraverso la concretizzazione del cosiddetto six pack, cioè il pacchetto di misure per evitare sforamenti del debito pubblico, ma anche efficienza nell'utilizzo dei due fondi europei: l' Efsf, cioè il cosiddetto salva-Stati, e l' Esm, il fondo permanente che sarà realizzato in futuro. Ancora più importante - scrivono i tre presidenti - è che i paesi devono assolutamente varare riforme strutturali che promuovano la crescita per aumentare la competitività delle loro economie e anche affrontare e risolvere il problema di un'adeguata capitalizzazione delle banche europee. Occorre poi - è il terzo punto - un'Europa più forte. Per questo bisogna iniziare a lavorare su un nuovo trattato che permetta un passo avanti verso un' unione politica ed economica più coesa. Il trattato - poi - deve trasformare l'Esm in un fondo indipendente, che operi seguendo regole chiare e trasparenti e conceda aiuti soltanto a rigorose condizioni.