Targa contraffatta, quattro mesi

GODIASCO È stato condannato a quattro mesi di reclusione (pena sospesa) perchè aveva contraffatto la targa della moto, appiccicando un "nove" dove c'era uno "zero". Il processo ha riguardato un trentenne residente in provincia di Milano. Nel 2009, l'uomo era in sella alla propria motocicletta e stava percorrendo la statale del Penice in direzione Salice Terme. Tra l'altro, viaggiava rispettando rigorosamente i limiti di velocità. Ma proprio quel giorno, lungo la strada più volte teatro di tragici incidenti, i carabinieri stavano effettuando controlli. Un maresciallo, in borghese, si trovava nella parte alta della valle Staffora, mentre più in basso, nei pressi di Godiasco, c'era un posto di blocco con alcuni militari in divisa. Il maresciallo segnalò, via radio, la targa della moto sulla quale si trovava il giovane milanese, e il mezzo venne fermato per controlli dalla pattuglia. I militari annotarono il numero di targa, effettuarono un controllo al terminale, ma quando ritornarono al veicolo rimasero sbalorditi: nel giro di pochi secondi, un "nove" si era trasformato in uno "zero". Pare, tra l'altro, che i carabinieri abbiano recuperato il numero di cartone in un campo vicino al luogo del controllo. Naturalmente la pattuglia stese un verbale e trasmise gli atti alla Procura della Repubblica. Inoltre mise sotto sequestro la targa della motocicletta. Proprio su di essa è stata svolta una perizia dai Ris dei carabinieri, per accertare se le tracce rinvenute sul numero "zero" fossero compatibili con dell'adesivo. La perizia ha dato un esito favorevole. Così il trentenne è stato processato davanti al giudice Elsa Gazzaniga e al pubblico ministero Sara Macchetta ed è stato condannato a quattro mesi di reclusione. Pena che, tuttavia, è sospesa grazie ai benefici di legge.